Hai già risposto al sondaggio sul Digitale Terrestre?

Quattro veloci domande per capire se il passaggio alla nuova tecnologia è un passo in avanti oppure nulla è cambiato.

Regalami due minuti del tuo tempo per rispondere alle domande e scoprire insieme quanto gli utenti sono soddisfatti del passaggio al digitale.

Trovi qui le quattro domande.

lug
04
    
Archiviato sotto: best of feed

Settimana decisamente ricca di curiosità e di notizie interessanti.

Parto col segnalarvi un contest organizzato da JuliusDesign. Chi avesse bisogno di un restiling del proprio sito ha l’occasione buona per vincere un sito web in flash.

La tecnologia al servizio delle arti antiche. Booksblog presenta Storybook, un interessante software che da una mano agli scrittori. Dategli uno sguardo perchè, superato l’imbarazzo iniziale può essere un ottimo strumento per ottimizzare i tempi ed evitare errori.

E sempre in ambito di strumenti utili ecco Printfriendly, capace di stampare una pagina web (per esempio il post di un blog) nella maniera corretta. Ce ne parla Napolux.

E vi presento una new entry tra i miei feed. Si tratta di Metilparaben, capace di riflessioni sagaci come questa relativa allo scontro tutto milanese sulle lezioni di educazione sessuale (per alcuni) un po’ troppo spinte.

Cattivamaestra festeggia Mario Calabresi, neodiretore de La Stampa. Il quale, oltre a raccogliere elogi da più parti per il buon inizio, è stato anche omaggiato da un’apparizione su Topolino, intervistato dal Papersera. Quale riconoscimento migliore dell’essere trasformato in papero?

Della vendita di Pirate Bay se ne parla ovunque. Io voglio segnalarvi Dario perchè si lancia in una riflessione interessante. E se la vendita fosse un modo inevitabile per pagare le multe?

Curiosità. Siete dei patiti delle chiavette USB dalle forme più improbabili? Su Cinematical ne trovate di imperdibili che ripropongono la forma dei personaggi di Star Wars e (naturalmente) di Twilight.

Angier ci regala un panorama sul cinema italiano del 2009. Attenzione… perchè quello che ne viene fuori non è certo un quadro sfavillante.

Dalle parti di Pandemia, infine, seria riflessione sulla mania delle aziende di bloccare l’uso dei social network per i dipendenti. La domanda di Luca è condivisibile: non sarebbe forse meglio indirizzarli ad un uso corretto e producente per l’azienda?

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lug
03
    
Archiviato sotto: chiavi di ricerca

Ma come?
Un intero post della rubrica chiavi di ricerca dedicato ad un solo personaggio?

michael-jackson

Già… esattamente.
Sono partito con la solita analisi dei termini di ricerca che hanno portato visitatori al mio blog in questa settimana e scorrendo le varie pagine mi sono accorto che diverse volte qualcuno è arrivato qui digitando in maniera non corretta il nome di Jackson.

Naturalmente mi aspettavo di avere molti accessi con questa chiave ed anche che alcuni accessi fossero con chiave sbagliata, ma…
Non mi aspettavo sicuramente di trovare (se non ho copiato doppio qualche termine e se non me ne è sfuggito qualcuno) ben 30 diverse associazioni di lettere che vorrebbero comporre il nome Michael Jackson!
Trenta escludendo chi l’ha digitato correttamente…

Sono arrivati su questo blog, questa settimana, curiosi personaggi che hanno inserito nei motori di ricerca:

maikol jakson

machiel jackson

maichel jackson

michael jason

maicel gecson

maicol jckson

maikol jackson

micheal jecson

michol jecson

mickeal jackson

maikol gecson

maichol jacson

maichol jekson

maicol jackson

maikol jakson

michael jachson

michael jackon

michael jacshon

michael jakcson

michael jakson

michale jackson

michel jackeson

michel jeakson

michol jackson

michol jeckson

mickael jakson

mickhael jackson

mikchael jackson

mikeal jacson

mivhael jackson

michael jackoson

micael jackson

micheal jakson

Nemmeno immaginavo che due parole potessero con le loro lettere comporre tante combinazioni diverse.
Prendete questo giochino come un’ulteriore omaggio al Re del pop… e che almeno la morte possa regalargli un minimo di serenità.

(credits foto: bernissimo)

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lug
03
    
Archiviato sotto: cinema

Il mondo dei trailer è quasi un mondo parallelo.
Un regno a parte abitato da strane creature che spesso hanno una dignita propria.
Ne esistono di varie fogge e dimensioni, da quelli brevissimi a quelli che superano i dieci minuti, da quelli che riassumono la storia a quelli che mostrano solo immagini, da quelli parlati a quelli muti, da quelli raccontati a quelli sussurrati.

Quelli di Indipendent Film Channel hanno pensato bene di stilare una classifica dei milgiori 50 trailer della storia e bisogna ammettere che dentro troviamo cose davvero interessanti.
A vincere la speciale classifica è il trailer di Alien, il primo della serie, quello firmato da Ridley Scott.
Due minuti classici nella durata ma sorprendenti (e molto efficaci) nella qualità. Silenzio assoluto, immagini dallo spazio, la tensione che sale, la protagonista che appare a metà trailer e frase finale inquietante.

Ma quello che vorrei mostrarvi per una predilezione personale è il trailer de Il dott. Stranamore (ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba), film capolavoro di ironia firmato da Stanley Kubrick ed interpretato in tre ruoli diversi da un geniale Peter Sellers.
Se il film è indimenticabile, il trailer (settimo in classifica) si ritaglia un bello spazio nel ricordo e nella storia.
Sembra di assistere ad un corto di Andy Wahrol. Immagini della pellicola alternate (ad una velocità vorticosa) a grosse scritte che compongono il titolo ed una serie di domande. E nel mezzo, mischiate a tutto il resto, immagini dello stesso Kubrick e delle locandine del film.
Un trailer metafilmico, già esaltazione di se stesso, del film e dell’autore.

Sul sito dell’IFC trovate i link a tutti i trailer in classifica (i link, Minzolini, non hanno caricato le clip su un loro server!) e potete fare quindi un bel ripasso.

Inevitabile la domanda quando si parla di classifiche.
Siete daccordo? Secondo voi quale trailer manca?
Se doveste fare un solo nome, qual è il trailer che ricordate con maggior emozione?

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lug
03
    
Archiviato sotto: cinema

Questo si prospetta come uno dei film più tosti della prossima stagione.
La custode di mia sorella è una storia drammatica, tratta dal romanzo di Jodi Picoult. E quando dico drammatica intendo drammatica per davvero.

la-custode-di-mia-sorella

Famiglia americana più o meno classica, più o meno felice.
La figlia maggiore è però malata di leucemia e costretta a continue operazioni e trapianti.
Anna, la sorella minore, è convinta di essere stata procreata per fornire i pezzi di ricambio alla sorella.
Nella sua giovane vita ha già donato alla sorella sangue, midollo, cellule staminali. Quando però la situazione precipita e le viene chiesto di donare un rene per salvare la vita della sorella, Anna si rifiuta, contatta un famoso avvocato e decide di fare causa ai genitori.

Mi sembra evidente che il tema è di quelli spessi e fortemente attuale.
Staminali, ricerca, malattia, procreazione assistita, clonazione, siamo nel cuore di alcune tra le questioni più dibattute nell’ultimo decennio.
Nel film il tutto diventa però il contorno nella vita quotidiana di una famiglia e soprattutto è raccontato attraverso gli occhi di una ragazzina divisa tra l’amore per i suoi genitori, quello per la sorella ed il senso di giustizia e di autoconservazione che la invade.

Cameron Diaz è in grado di interpretare ruoli diversi e non mi preoccupa vederla nel ruolo della madre un po’ cinica e completamente votata al bene della prima figlia.
La regia di Nick Cassavettes è garanzia che il tema (anzi direi i temi) non sarà trattato con leggerezza.
Chi ha il cuore tenero si prepari ad uscire dal cinema con le lacrime agli occhi, ma soprattutto chi ha una testa per pensare (se vi guardate allo specchio dovreste trovarla proprio sopra al collo) si prepari a profonde riflessioni ed alla possibilità di mettere in discussione alcune delle proprie convinzioni.

Qui di seguito il trailer italiano (che già da indicazioni interessanti). Il film è in uscita a settembre in Italia.

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lug
02
    
Archiviato sotto: storie, tv

Non vorrei aprire una battaglia personale contro giornali e telegiornali, ma ieri sera il Tg1 di Minzolini mi ha fornito un assist sottoporta e non posso proprio fare a meno di appoggiare in rete.

A metà telegiornale, edizione delle 20,00, la conduttrice Tiziana Ferrario torna a collegarsi con Viareggio perchè l’inviata Grazia Graziadei ha da proporre “un documento davvero eccezionale“.
Si tratta del video girato da due ragazzi in motorino proprio pochi istanti dopo lo scoppio del cargo di Gpl.
Bene, direte voi, un documento interessante che rende bene la concitazione e la drammaticità dei minuti immediatamente successivi al disastro ferroviario.
Vero… non fosse che quel servizio, quel “documento eccezionale” finisce per darmi ragione su diversi punti sui quali abbiamo discusso nei giorni scorsi.

Prima di tutto il video non è certo una scoperta della Graziadei, è un video caricato su Youtube e embeddato da diversi siti ben prima dello scoop del Tg1. Al momento è stato visto 130 mila volte, e nessuna di queste grazie al Tg1 per motivi che saranno evidenti tra un po’.
Io stesso ho scelto proprio quel video per il post in cui davo qualche dritta per seguire gli aggiornamenti sull’incidente. Il che vuol dire (se, caro Minzolini, vogliamo fare una corsa alla notizia) che ho pubblicato il video esattamente 36 ore prima del Tg1.

Secondo punto.
Proprio ieri parlavamo della brutta abitudine di giornali e telegiornali di prendere video da Youtube senza dare nessun tipo di credito agli autori e questo esempio conferma in pieno le mie accuse.
Il video è presentato come girato da due ragazzi e durante il passaggio scorre in sovrimpressione la scritta “Viareggio, 29 giugno ore 23.48, scoppio della cisterna. Due ragazzi in motorino filmano l’esplosione con il cellulare“. Nessun accenno al fatto che il video sia stato scaricato da Youtube (anche perchè non si può fare), nessun riferimento al nome del ragazzo, che su Youtube compare come oel93.
Sarebbe bastato contattarlo per chiedere l’autorizzazione (che difficilmente avrebbe negato) o anche solo (in mancanza di tempo) dichiarare il nickname del ragazzo e far scorrere in sovrimpressione l’indirizzo della sua pagina Youtube.

Sorvolo sul commento a chiosa della Ferrario: “Davvero incredibile“.

In conclusione, caro Minzolini, non sono io l’autore del video e quindi non posso fare una richiesta ufficiale. Tuttavia mi piacerebbe (mettiamola così) che qualcuno, durante il Tg1 delle 20,00 di questa sera, si prendesse la briga di fare un riferimento alla questione e semplicemente dichiarasse che il video trasmesso ieri è stato girato da oel93, è stato preso da Youtube, e naturalmente mostrasse in sovrimpressione l’indirizzo della pagina da cui è stato preso (per semplicità l’indirizzo è questo: http://www.youtube.com/watch?v=-ziAU-PiDAc).

Nota di chiusura: naturalmente ritiro tutto il discorso nel caso in cui il Tg1 avesse contattato l’autore del video e acquistato lo stesso… ma permettetemi di dubitarne!

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