Dejavu – non tutte le ciambelle riescono col buco

Facciamo come quando a scuola ci si confrontava sul film visto in tv la sera prima.
Hai visto quando lui…?
E poi quando lei è entrata…?
Ieri sera ho pensato di lasciare la famiglia Englaro al suo dolore ed evitare i due (immagino) capolavori di approfondimento giornalistico che sono stati condotti da Bruno Vespa e Emilio Fede.

Ed ho pensato di guardare Dejavu (corsa contro il tempo), film che avevo perso all’uscita in sala e che mi sarebbe piaciuto non perdere.

dejavu

Tutto sbagliato!
Il film di Tony Scott è una paccottiglia che ricalca le linee classiche dei film d’azione senza regalare niente di nuovo e di memorabile.
Certo Denzel Washington è bravo e la sua figura è come sempre in grado di tenere lo schermo, ma questo non basta a sollevare la pellicola dal suo anonimato.

Il titolo lasciava credere (alla mia mente sempre attratta dal mistero) di poter assistere a qualcosa di contorto, difficile da districare. Il dejavu è tema molto usato al cinema e spesso in maniera eccellente (e molto ci sarebbe ancora da dire), ma in questo caso il “già visto” è solo relativo alla storia raccontata. Già vista, appunto. Niente di nuovo.

La vicenda dovrebbe basarsi su uno strumento che permette di vedere nel passato, una sorta di telecamera in grado di riprendere in tempo reale quello che è già accaduto. Strumento che poi si rivela una vera e propria macchina del tempo.
Evito ogni riflessione su come si muova questa telecamera spostandosi tra corridoi e aggirando muri ma direi che può trovare collocazione ottima tra le scene del post di ieri.
Ma in fin dei conti la macchina del tempo (e il conseguente – poco sviluppato – dejavu) poco aggiungono alla vicenda che finisce per essere il classico thriller americano con il poliziotto solo al cospetto del terrorista, inseguimento e salvataggio all’ultimo minuto compresi.

Peccato…

2 Comments

  1. Paolo says:

    Ciao, quanto hai ragione! Proprio non riesce a tenere incollati allo schermo. Ho provato a guardarlo ieri sera, attratto dal tema del film e da una recensione che, con il senno di poi, giudicherei un tantino troppo buona. L’idea poteva anche essere buona, ma siamo lontani anniluce dalla tensione narrativa del dejavu di MEMENTO. Quello è un film in cui la memoria del personaggio (o la sua mancanza) diventa anche quella dello spettatore.
    In DEJAVU non si parla di memoria o tempo, si parla di inseguimenti classici da poliziesco (ben fatti, non c’è che dire) e nulla più.

  2. soloparolesparse says:

    @ Paolo
    Esattamente quello che intendo. Il dejavu non centra nulla…
    Potevano chiamare il film “Inseguimento nel passato” o “Arresto preventivo” o quello che volevano ma…

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