Quando l’ATAC si preoccupa della sensibilità dei cittadini (il caso Current TV)

Ormai il caso delle pubblicità di Current bloccate dall’ATAC (l’azienda di trasporto pubblico romano) è conosciuto e ne hanno parlato in maniera diversa più persone.
In particolare è interessante la rabbia con cui Suzukimaruti si scaglia contro quella che sembra essere una censura.

Sapete bene come sia schierato in maniera quasi estrema contro ogni tipo di censura (vecchia storia che nasce dalla repulsione verso l’abitudine di tagliuzzare i film horror) e naturalmente in questo scontro mi schiero dalla parte di Current.

current-bibbia

Tuttavia quella del’ATAC più che censura dovuta a motivi ideologici o politici mi sembra autocensura dovuta a paura.
Posso andare in giro per Roma a mostrare una bibbia crivellata di colpi?
E peggio ancora… posso insinuare il dubbio che ci siano dei rapporti tra la camorra e la chiesa?
All’ATAC avranno pensato che era meglio tirarsi fuori dai guai a prescindere.

Per fortuna c’è la rete e le immagini della campagna di Current stanno facendo il giro d’Italia (e probabilmente del mondo) molto più di quanto avrebbero fatto se fossero rimaste appiccicate sui bus romani.

current-fucile

Io le riporto volentieri perchè mi sembra una buona campagna, capace di attirare l’attenzione su temi sicuramente non facili e di cui (è il caso di dirlo) nessuno parla.
Certo la scelta dei titoli e delle immagini non deve essere costato un grande sforzo di fantasia ma a volte le idee semplici e (forse) scontate sono quelle che funzionano meglio.
Del resto il compito di una pubblicità è quello di attirare l’attenzione e di far parlare di se quindi… obiettivo centrato.

Detto questo non dimentichiamo il cuore del problema: è inaccettabile che venga rifiutata una campagna pubblicitaria dando come motivazione il voler proteggere la sensibilità dei cittadini.
Ho amici a Roma e mi assicurano di non aver mai dato mandato all’ATAC di preoccuparsi della propria sensibilità.

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