Consigli agli studenti per una protesta moderna

Questo è un blog che si occupa di cultura, quindi parliamo di scuola. Perchè è lì che nasce l’amore per l’arte tutta.

Ascolto Brunetta fare le sue deliranti dichiarazioni su studenti e guerriglieri, poi mi aspetto le scuse (o un più berlusconiano “sono stato frainteso”) e invece arriva il carico con la declassazione a “quattro ragazzotti”.

Sappiamo da anni che i membri (la parola non è usata a caso) del Governo Berlusconi non riconoscono le proteste, la piazza, l’opposizione (ma qui si finisce per dargli ragione) e un sacco di altre cose che limitano la loro possibilità di governare (leggi: fare quello che gli pare). Tuttavia questa volta ho paura che ci sia qualcosa di più e trovo molto saggio il consiglio di Giglioli a non cadere nella trappola. E se le dichiarazioni del ministro fossero una provocazione per creare scontri, violenza e poi poter dire “visto che avevo ragione?”

protesta-studenti

Ed allora, ragazzi, è bene fare attenzione (consiglio che arriva da più parti) e muoversi nella maniera migliore.
Bene la piazza, bene i cortei, ottime le autogestioni, assolutamente niente scontri e violenza, nemmeno in risposta agli attacchi (eventuali) della polizia.
Piuttosto il mio consiglio è di sfruttare gli strumenti che avete a disposizione.
Non siete soddisfatti (comprensibilmente) dello spazio che i giornali vi offrono per dire la vostra?
E allora prendetevelo in rete questo spazio.

Usate i vostri blog, createne di nuovi, organizzatevi in gruppi il più vasti possibile.
Aprite gruppi su Facebook, fate informazione su Twitter.
Scrivete articoli per i siti di giornalismo partecipativo.
Rilanciate i vostri post sugli aggregatori di notizie.
Girate video con richieste alla Gelmini e pubblicateli su Youtube (così vediamo se è capace di interagire veramente o usa il tubo come fosse una televisione).
Parlatevi, linkatevi, date forza mediatica alle vostre parole e soprattutto fate attenzione a quello che dite.
Inutile lasciarsi andare ad insulti e violenze verbali.
Molto meglio raccontare la cronaca della protesta, ancora meglio preparare e pubblicare documenti con proposte nuove.
Fatevi aiutare dai vostri insegnanti per capire insieme cosa realmente serva alla scuola ed aiutateli a capire come funziona la rete.

Se riuscirete ad organizzarvi per fare tutto questo il piccolo Brunetta tornerà ad occuparsi dei suoi fannulloni (a proposito, a che titolo è intervenuto sulla protesta studentesca?) e la rete vi darà spazio e vi rilancerà.

E se avete bisogno di aiuto, spazio e consigli IO (e sono sicuro anche un sacco di altri blogger) siamo pronti ad accogliervi ed appoggiarvi, perchè la scuola è la base del nostro Paese e voi l’unica speranza per il nostro domani.

(credits foto: Rete Studenti Massa)

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