Il medico della mutua

Uno dei classici più classici della commedia all’italiana interpretata da Alberto Sordi.
Il medico della mutua è una satira dura e precisa del sistema sanitario italiano alla fine degli anni 60.

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Sordi è Guido Tersilli, giovane medico neolaureato e arrivista che scova nella carriera di medico della mutua la strada più veloce per fare soldi. Il film racconta la sua scalata tramite trucchi e sotterfugi per accaparrarsi il maggior numero possibile di mutuati a scapito dei colleghi e naturalmente della qualità del suo lavoro.
Da ricordare la scena in cui Tersilli si lascia sopraffare dalla sua sete di successo e mette in piedi una specie di catena di montaggio rendendo sempre più brevi le visite. Al culmine della vicenda riuscirà ad avere 3000 mutuati ad ognuno dei quali toccano non più di 5 minuti di visita.
Il ritmo è naturalmente insostenibile e Tersilli collassa finendo nelle mani dei colleghi a quali si è reso odioso e che si rivelano suoi cloni perfetti.

Indimenticabile poi la colonna sonora con la traccia principale che diventerà talmente famosa da essere usata per anni come sigla di introduzione dello stesso Sordi nelle trasmissioni televisive.

Il film è divertente anche a quarant’anni di distanza, rapido, veloce, pieno di situazioni esagerate che rendono grottesco non solo il personaggio principale ma anche parecchi di quelli che gli ruotano intorno.

E l’Albertone nazionale è fantastico in un ruolo che Luigi Zampa sembra avergli cucito addosso (ma la stessa sensazione si ha con molti film di Sordi). Meschino, esagerato, arrivista, Guido Tersilli è quanto di peggio la professione medica poteva offrire nel 1968.

Curiosità: il personaggio ritornerà l’anno seguente in Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue, titolo wertmulleriano in cui si analizza una situazione parimente corrotta nel mondo delle cliniche private.
I due film sono quasi un’integrazione l’uno dell’altro pur non avendo alcun riferimento all’interno della trama.

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