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giu
30
    
Poi dice che i film non influenzano la realtà
Scritto il 30-06-2009
Categorie: cinema, storie
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Questa si che è una storia che merita di essere raccontata.

Lui si chiama Thomas Parkin, vive a New York e si avvia per i 50.
Sei anni fa la di lui madre, Irene Prusik, lascia questo mondo (non è dato sapere se in maniera serena o meno… ma questo non c’entra con la storia).
Il signor Parkin è decisamente senza soldi e l’idea di perdere la piccola entrata portata dalla pensione della madre lo sconvolge alquanto.
Thomas decide così di non denunciare la dipartita della genitrice e provare a continuare ad incassare la pensione.

psycho

Il pensiero immagino sia venuto a molti ma poi c’è da affrontare un problema pratico. Come fare per ritirare la pensione? Convincere un’anziana conoscente a fingersi altra da sè? Troppo pericoloso.
Thomas non si fa scoraggiare da questo misero ostacolo e decide di impersonare lui stesso la madre defunta.
Giacchetta, parrucca, naturalmente gonna e bastone. Andatura barcollante ed il gioco è fatto.

Ma mica avrà funzionato veramente? Si chiederanno i miei scettici lettori.
Come no?!
Ha funzionato per ben sei anni prima che qualcuno si accorgesse della truffa.
Nel frattempo il novello Norman Bates è riuscito a sottrarre (perchè di questo si tratta) alle casse statali circa 100 mila dollari.

E la storia non finisce qui…
Quando infatti il castello (ed il costume da nonnina) è crollato, mr. Parkin era ormai talmente entrato nella parte che continuava a ripetere agli agenti di essere proprio lui sua madre!

Come dite? Perchè ho messo quel titolo?
Non vedete nella vicenda una certa somiglianza con lo straordinario Psycho di Hitchcock?

Non è dato sapere se Thomas-Norman nascondesse su una poltrona in solaio la salma mummificata della madre.

(foto tratta da Repubblica)

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