Sei giorni, sette notti

Pellicola semi avventurosa “senza nulla a pretendere”.
Sei giorni, sette notti non lascia grandi sensazioni e Ivan Reitman, inutile dirlo, ha fatto di meglio.

sei-giorni-sette-notti

Harrison Ford è uno scalcinato pilota d’aerei con un passato glorioso, ma dopo una delusione amorosa si ritira a fare il traghettatore volante verso una serie di isolette.
Su una di queste arrivano David Schwimmer e Anne Heche per una settimana di vacanza che ridoni vigore al loro rapporto.
Lei è però costretta a tornare urgentemente a New York e a guidarla sarà Ford.
Inevitabile fortunale e naufragio su una delle altre isole (ovviamente disabitata). Il resto potete facilmente immaginarlo da soli.

Considerazioni sparse.
Schwimmer è una macchietta che da al suo personaggio le stesse identiche caratteristiche del Ross di Friends. Ma mentre nel serial tv è divertente, qui finisce per fare una figura magra e involontariamente comica.
La Heche è decisamente sexy ma la figura della bionda persa nella natura incontaminata e selvaggia è roba antica e qui funziona decisamente meno che altrove.
Il film si snoda moscio e senza sussulti fino a quando i due naufraghi diventano tali. A quel punto Harrison Ford tira fuori il suo costume da Indiana Jones e trascina la bella in una serie di situazioni estreme tra le più classiche, comprese l’attacco dei pirati ed il salto in mare da un faraglione.

Tutto da buttare?
Non tutto… le location sono fantastiche e vien voglia di seguire i due amanti su quelle isole.
Non (sia ben inteso) nel mega villaggio serviti e riveriti, proprio nel cuore più selvaggio di quella foresta in cui incontrano serpenti e maiali, ma nella quale godono anche di cascate e spiagge favolose.

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An Awesem design by Orman