Planet 51

E se gli alieni fossimo noi?
Questo è l’assunto da cui parte Planet 51, il divertente film d’animazione anglo-spagnolo diretto dal terzetto Jorge Blanco, Javier Abad e Marcos Martínez.

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Sul pianeta 51 siamo in pieni anni ’50 terrestri e tutto si svolge secondo modi e usanze umane, solo che ci vivono dei simpatici ometti verdi.
La vita scorre tranquilla con le occupazioni quotidiane. Si lavora, si studia e si porta a spasso un cagnolino molto simile ad Alien.
Ed è in arrivo il terzo episodio del film sugli alieni dal successo planetario. Film che dipinge gli alieni come degli esseri malvagi capaci di controllare i cervelli e rendere gli abitanti del mondo delle specie di zombie.
E all’improvviso gli alieni arrivano veramente.
Si tratta di un astronauta americano convinto di trovare un pianeta disabitato e che viene inevitabilmente trattato come il peggiore degli invasori.

Il centro della vicenda è il ribaltamento totale delle nostre convinzioni.
Gli alieni siamo noi e veniamo tratati nello stesso modo in cui abbiamo trattato gli alieni nei nostri film.
Per fortuna anche sul pianeta 51 c’è un gruppo di ragazzini disposti a credere all’alieno umano e ad aiutarlo.

Il film è divertente, pieno zeppo di riferimenti curiosi.
L’esercito nasconde nell’Area 9 (la nostra Area 51) le prove dell’esistenza degli alieni, e queste prove sono i nostri vecchi satelliti piombati sul pianeta.
Ma soprattutto è divertente vedere gli alieni autoctoni impegnati nelle attività umane più classiche. Musica anni ’50, primi hyppie e prime proteste, la televisione sempre presente.

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E ci si può anche divertire a scovare gli omaggi ai film che hanno fatto la storia della fantascienza.
Per raccontarvi solo i più evidenti si va da E.T. a 2001, odissea nello spazio, da La guerra dei mondi a Singing in the rain (ok, niente fantascienza qui) e naturalmente si passa per Star Wars e Star Trek, ma ci sono un sacco di altre chicche che troverete nascoste nel film.

Chiara ed educativa (del resto siamo in un film dedicato ai bamibin) la riflessione finale. Uguaglianza, differenza, accettazione del diverso e integrazione. Nel film (ma anche nel quotidiano) è la paura a farci temere l’ignoto, ma l’ignoto deve essere fonte di conoscenza, condivisione e crescita.

Planet 51 dixit.

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