The box – tutta colpa di Eva (Cameron Diaz)

Si parte come se fosse un horror, un giochino psicologico con una domanda di difficile soluzione, ma poi The box si trasforma, si amplia e diventa una storia molto più spaziosa che coinvolge mondi diversi e conferma l’incredibile genialità di Richard Matheson, dal cui racconto Button, button il film è tratto (ma il libro non l’ho letto e potrei sbagliarmi su cosa è merito della carta e cosa della pellicola).
Il film è invece adattato e diretto da Richard Kelly.

L’inizio è folgorante.
Arthur e Norma sono una giovane coppia discretamente felice e con un ragazzo sulla decina.
La vicenda si apre con un misterioso personaggio che nottetempo (in realtà all’alba) lascia di fronte a casa una scatola con un pulsante rosso. C’è anche un biglietto in cui si avvisa che riceveranno una telefonata nel pomeriggio da mr. Steward.
Poi come se nulla fosse successo ci viene raccontato il quotidiano della famiglia.
Un quotidiano un po’ difficile visto che nella stessa giornata norma perde il lavoro e Arthur non ottiene il ruolo di astronauta (lavora alla NASA e non è un caso).
Quando mr. Steward si presenta nel pomeriggio, comunica a Norma le regole del gioco: se premeranno quel pulsante riceveranno un milione di dollari in contanti e una persona che non conoscono morirà.

E da qui parte l’inevitabile e ben gestito dramma della coppia che si trova a dover decidere che fare.
I due provano a scoprire qualcosa, ad indagare, ma non viene fuori niente ed il tempo scarseggia.
Alla fine Norma prende l’iniziativa e preme il pulsante.
Siamo al minuto 30 del film e ce n’è già abbastanza per aver voglia di sciogliere nervi e muscoli.

Invece le cose peggiorano (e vi consiglio di saltare questo paragrafo se non volete un bello spoiler).
Arthur e Norma ovviamente non riescono a godersi i soldi, ma in realtà nemmeno ci provano perchè nei giorni successivi succedono un sacco di cose e pagano anche il loro tentativo di indagare sul misterioso personaggio.
Il potenziale horror di partenza si trasforma in un fanta thriller pieno di riflessioni sul mondo e sulla vita su altri pianeti.
Già perchè ad organizzare il tutto sono degli extraterrestri che conducono test sugli uomini, sulle loro priorità, sulla loro capacità di scelta.
Fine dello spoiler.

Tensione nella prima parte e poi un crescendo di ansia nel tentativo arduo di riuscire a comprendere cosa c’è dietro, chi è il mandante, qual è il significato nascosto.
Miriadi di indizi vengono rilasciati durante il viaggio.
Si parte da personaggi di contorno inquietanti, da quel sangue che cola dal naso. Si arriva al piede deforme di Norma ed al volto sfigurato di Steward. Tutti piccoli tasselli che pian piano vanno al loro posto.

Richard Kelly è bravo a sistemare tutto e sbocconcellare la storia pian piano, col rischio di far uscire dai gangheri lo spettatore.
Il film è ottimamente costruito e gli effetti speciali limitati al minimo necessario.
A questo proposito è ottima (curiosa e ironica) la sequenza dell’inondazione casalinga.

Cameron Diaz non è certo la mia attrice preferito e spesso le sue interpretazioni mi hanno più disturbato che coinvolto, ma qui è davvero brava in un ruolo non facile. Sensuale quando serve, abile a mostrare indecisione all’inizio, terrore e paura al momento giusto, convinzione e sicurezza quando poi tocca pagare.
James Marsden rende bene la confusione del personaggio che non riesce a rendersi conto pienamente di quello che accade.
Frank Langella è algido nel suo ruolo di messaggero. Freddo e preciso, non si lascia coinvolgere da quanto lo circonda e (forse) lascia anche una speranza finale.

E se cerchiamo un riferimento alla tradizione classica non si può non notare che a premere il pulsante rosso è la donna (non una ma ben tre volte nel film), ancora una volta è la curiosità (qui mascherata da avidità – o voglia di sicurezza, se preferite) a rendere Eva colpevole e a costringere l’umanità a pagarne le conseguenze.

Il film è in arrivo ad aprile e ve lo consiglio sicuramente se avete voglia di un paio d’ore di tensione, di sensazioni disturbanti, e se volete porvi una bella serie di domande sull’universo e sulla vita dopo la morte.

4 Comments

  1. Jamaal Hoon says:

    Is Cameron Diaz dating A-Rod? They’re 2 unmarried, consenting adults and they should do any thing they would like to do. At least they are not married and playing about on their parteners.

  2. cannibal kid says:

    finalmente qualcuno (oltre a me) che dà un giudizio positivo su questo film. io, da fan di richard kelly, sono di parte, però ad avercene pellicole ricche di idee come questa e che non seguono i soliti prevedibili binari di molte sceneggiature hollywoodiane

  3. soloparolesparse says:

    @ cannibal
    Un buon film sicuramente, ed una Cameron Diaz che mi è piaciuta (sebbene non sia certo al top tra le mie attrici preferite…)

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