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Wrong turn 3: left for dead
Scritto il 02-02-2010
Categorie: cinema, recensioni
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Niente giri di parole, bene dire tutto subito: questo Wrong turn 3 è molto più vicino al secondo scialbo episodio che non al molto buono Wrong turn originale.

E i primi minuti del film non lasciano dubbi su quello che stiamo per vedere.
Dopo 3 minuti abbiamo già le prime tette al vento, al quarto minuto una freccia sbucata da chissà dove centra in pieno una delle suddette tette, seguita a breve giro di posta da una seconda freccia che scalza un occhio della ragazza. Il tondo bulbo oculare diventa immediatamente un succoso spuntino per il mostriciattolo mutante protagonista.

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Splatter vero, quindi. Esagerato nelle sue espressioni più classiche, vale a dire gli omicidi, ma carente nel contorno… e vado a spiegarmi dopo avervi detto due paroline sulla trama.

A trovarsi nel bosco maledetto sono questa volta un gruppo di galeotti che durante un trasferimento vengono attaccati dalla coppia di mutanti superstiti (padre e figlio). Con loro naturalmente un paio di poliziotti che sovrintendevano il trasferimento e la ragazza che scampa al massacro della sequenza introduttiva (con entrambe le tette ancora intatte).
E la trama finisce qui perchè il resto è solo la conta dei cadaveri che i mutanti del bosco collezionano.
Non mancano (almeno questo) i rapporti difficili nella combriccola protagonista. Ci sono i due galeotti cattivi, quello buono, l’infiltrato, insomma un bel panorama vario e scontato.
In particolare splende il messicano cattivo, talmente stronzo da giocarsela in bastardate col mostriciattolo cannibale.

E torniamo alla mancanza di un contorno degno alle scene degli omicidi.
Zero suspance, non c’è tensione assolutamente e tutto quello che accade capita in funzione delle scene splatter che si susseguono.
E scarseggia anche il divertimento, scarseggia parecchio.

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Così l’unico motivo che rimane per godersi il film è la fantasia con cui sono organizzati gli omicidi. Si va dai colpi d’ascia a quelli di uncino, dalle freccie agli squartamenti e soprattutto fanno la loro figura le trappole che il mutante prepara, capaci di segare un corpo a metà o di far saltar via di netto un volto.
Sul sangue c’è davvero da divertirsi (a meno che non cerchiate una logica medica negli eventi) e se siete amanti dello splatter qualcosina da imparare è probabile che la troviate.
Almeno questo bisogna riconoscerlo a Declan O’Brien (terzo regista su tre film).

La cosa migliore è però probabilmente la casa del mutante con il suo corredo di cimeli macabri. Braccia appese, cervelli conservati, corpi sanguinolenti, tutto un bel repertorio di schifezze organiche.
Al quale bisogna sommare i segni rimasti dalle due pellicole precedenti, ben evidenti per gli amanti dei collegamenti.
E buono è anche il finale, sebbene abbastanza intuibile.

Come il secondo anche Wrong turn 3 è uscito direttamente in dvd e se le vendite lo giustificheranno immagino che non ci libereremo tanto presto di questi famelici mutanti che stanno per sostituire il lupo tra i pericoli principali quando si attraversa il bosco.

Comments:
2 Comments posted on "Wrong turn 3: left for dead"
Jak on febbraio 3rd, 2010 at 12:59 pm #

però le tette sembrano belle


soloparolesparse on febbraio 3rd, 2010 at 1:05 pm #

@ Jak
Non lo posso negare…


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