Kick Ass – recensione

Se il trailer di Kick-Ass (quello che presentava Hit-Girl) era Boom-Boom, il film è Boom!
Vale a dire giusto un gradino sotto.
Ironico, divertente, violento e dissacrante, ma senza reggere questi standard per tutta la durata della pellicola.

Matthew Vaughn riesce a metà (diciamo tre quarti) nel suo tentativo di creare un mito strafottente.

Dave è il solito ragazzino sfigato, vessato dai bulli, senza ragazza e con due amici messi peggio di lui.
Ha però una domanda che lo assilla: con tutti i film e i fumetti sui supereroi che girano è mai possibile che nessuno abbia mai pensato di inventarsi un costume e mettersi a difendere la città?
Visto che non ha nulla da perdere, ci prova lui… e diventa Kick-Ass.
Un corretto utilizzo di internet (My Space + Youtube) gli permette di diventare immediatamente famoso ma i suoi interventi hanno successo solo grazie all’intervento di Big Daddy e di Hit-Girl, coppia che prende spunto dalla sua idea ma che ha i mezzi e le capacità per diventare eroi veri (ed infatti restano nell’ombra).
Ovviamente questo pullulare di eroi mette in crisi il delinquente di turno e lo scontro è inevitabile.

L’inizio è devastante (nonostante la classicissima narrazione in prima persona con presentazione di situazioni e personaggi).
L’aulico eroe mascherato che vola giù dal palazzo schiantandosi al suolo smitizza il tono dopo meno di un minuto e ci fa capire di fronte a cosa ci troviamo.

Su Kick-Ass avrei davvero una vagonata di cose da dire, ma non voglio tediarvi ed allora ve le accenno tutte… in serie. Voi raccogliete quelle che vi sembrano più interessanti.

Ottima l’entrata in scena di Mindy, sorprendente e divertente, ma addirittura devastante Chloe Grace Moretz diventa quando entra in scena per la seconda volta, nei panni di Hit Girl e sulla musica di Banana Splits dei The Dickies.
Del resto le musiche sono straordinarie durante tutto il film (questa la colonna sonora) e diventano un tripudio di gioia durante la vendetta finale.
Per capirci… un associazione immagini-musica così estraniante non la ricordo se non in Opera di Argento o prima ancora in Arancia Meccanica di Kubrick.

Lucido il modo in cui viene mostrato l’utilizzo di internet.
Kick-Ass diventa famoso grazie ad una serie di video caricati su Youtube e decide di intervenire ricevendo richieste di aiuto su My Space.
Così come è verosimile la diretta web organizzata dai cattivi.
Assolutamente al passo con i tempi.

Scena cult con Kick-Ass e Red-Mist in macchina che si muovo a tempo di musica ascoltando l’autoradio.

Perfettamente funzionante anche lo sketch dell’arma segreta, nascosta fino al momento del grande ed ovviamente risolutore ingresso in scena.

Nicholas Cage si muove in secondo piano, Aaron Johnson fa il suo senza essere indimenticabile, Lyndsy Fonseca ha un gran fisico, ma la protagonista assoluta è Clohe Grace Moretz, senza dubbio la stella del futuro visto che la vedremo già in Let me in.
Impossibile non augurarle la carriera di Natalie Portman viste le (leggere, per carità) somiglianze di ruolo ed età d’esordio (che fu Leon per la Portman).

In definitiva ironico, dissacrante, divertente e pieno zeppo di movimento e di ritmo, senza dimenticare le sequenze sorprendentemente splatter per un film del genere.

Giudizio sintetico: molto ma molto soddisfatto.

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