The Runaways – ma perchè?

E pensare che per un momento avevo anche pensato che Kristen Stewart potesse essere la giovane sorpresa dei prossimi anni!

Dopo il successo planetario di Twilight la ragazza è impegnata in una serie di progetti (alcuni dei quali) interessanti.
Ma il primo di questi, The Runaways, è senza dubbio un fallimento.

Il film di Flora Sigismondi è scontato e ovvio in ogni passaggio e la storia delle Runaways viene ridotta ad un continuo passare dalla voglia di ribellione, allo sfruttamento da parte di Kim Fowley, a fiumi di droghe.

L’inizio è già bruttino.
Vediamo Joan Jett (Kristen Stewart) e Cherrie Currie (Dakota Fanning) nel loro quotidiano nei mesi prima del loro incontro.
Ribelle e vogliosa di rock’n’roll la prima, parimenti (ma un po’ meno) ribelle la seconda, alle prese con una famiglia che si sta disgregando.
Il colpo per fare il grande salto lo compie Joan contattando e convincendo Fowley.

La figura del discografico è quanto di più squallido si possa immaginare. Intento solo a creare una band di ragazzine cattive, sporche e che sprizzino sesso in faccia al pubblico… e poco conta che la musica sia buona.

Nel film le ovvietà si sprecano, a partire dalla ragazza ribelle perchè suona la chitarra elettrica, scena esemplare e quasi autoironica.
La Stewart è davvero terribile, un maschiaccio inespressivo, che si muove come uno scimmione e non riesce a dare un tono a nessuna delle sequenze cui prende parte.
Decisamente meglio la giovane Dakota, che un minimo di forza riesce a metterci e risulta anche efficace in alcune delle sequenza finali.

Il risultato complessivo è però ampiamente deludente sotto tutti i punti di vista e non bastano alcune inquadrature dall’alto (che sembrano capitare lì per caso) a dare un tono alla pellicola.

Certo il famoso bacio tra Kristen e Dakota c’è, ed è anche seguito da una specie di sequenza lesbica, solo che il livello di erotismo raggiunto non supera quello di un video di Paola e Chiara.
E proprio l’effetto videoclip la fa da padrone per buona parte del film.
Daccordo che siamo in un film che racconta la storia di una rock band, ma a tutto c’è un limite.

E dire che di temi ce ne sarebbero, ma la novità portata nel mondo del rock dalle Runaways rimane nascosta sotto strati di nulla, ed anche l’idea di una rock band tutta al femminile rimane decisamente sottotraccia, occultata dalle calze autoreggenti di Dakota Fanning.
Insomma se volete sapere qualcosa delle Runaways farete bene a leggervi la pagina di wikipedia, piuttosto che andare al cinema.

E questo non vuol dire che non si possa raccontare la nascita di una band al cinema, perchè (giusto per fare un esempio) il prossimo Nowhere Boy è tutto un’altro discorso.

Il tutto si può riassumere in sesso (pochissimo e solo immaginato), droga (a casaccio, quella che preferite) e rock’n’roll (buono, soprattutto quando passano le canzoni originali).

Chiudo come ho aperto.
Malissimo Kristen Stewart. Le occasioni non le mancheranno (a partire da Welcome to the Rileys)… ma la fiducia del sottoscritto è in calo.

2 Comments

  1. cannibal kid says:

    su questo film non sono d’accordo. l’effetto videoclip c’è (d’altra parte la regista floria sigismondi ne ha diretti alcuni dei migliori degli ultimi anni) ma comunque c’è una certa cura e attenzione ai personaggi. la stewart in effetti non è eccezionale, però dakota fanning si destreggia alla grande

  2. soloparolesparse says:

    Io questa cura per i personaggi non la vedo. Le due ragazze ed il discografico sembrano tre macchiette… del resto della combriccola nemmeno un accenno (non sarei in grado di dire i nomi delle coponenti della band!)

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