The Reader – la recensione di Sandro

Qui di seguito trovate la recensione di The Reader di Stephen Daldry preparata da Sandro.
E ricordatevi che se anche voi volete vedere le vostre recensioni su questo blog la semplice procedura da seguire è questa.
E fate attenzione perchè è abbastanza piena di spoiler!

Adattamento cinematografico del romanzo semi autobiografico di Bernhard Schlink del 1995. Nella Germania degli anni 50 Michael Berg (interpretato da David Kross giovane e da Ralph Finnes da adulto) è un adolescente. Cammina per strada e viene colto da malore, viene soccorso da Hannah (Kate Winslet): tra i due nasce una storia nonostante vi sia una certa differenza d’età. Lei una donna che nasconde qualcosa sul suo passato, lui un adolescente alle prime esperienze sessuali.

Cominciano a vedersi quotidianamente, a patto che lui le legga una parte di un’opera letteraria. Quando Hannah viene promossa da impiegata a capufficio, i contatti s’interrompono bruscamente.

Il tempo passa, Michael si iscrive a legge e successivamente scopre il segreto di Hannah: il suo passato nazista ed il suo ruolo attivo all’interno di un campo di concentramento e la successiva condanna ad una pena estremamente severa ma forse ingiusta: l’accusa è quella di essere responsabile della strage di ebrei sulla base di un documento, che la donna avrebbe redatto all’epoca come rapporto ai suoi superiori. Nonostante Hanna riconosca tale responsabilità e venga condannata perciò a vita, Michael sa bene che ciò non è vero, in quanto la donna aveva dimostrato più volte di non saper né leggere né scrivere durante la loro breve relazione. Ma Hannah si vergogna del suo analfabetismo, come se ne vergognava ai tempi della loro relazione.

Michael comincia, dopo molti anni, a spedire ad Hannah le registrazioni di alcune opere che leggeva appositamente per lei, fin quando, nel 1996, quest’ultima, molto anziana, sarebbe dovuta uscire di prigione: dopo un brevissimo inconro con Michael, Hannah decide di suicidarsi il giorno prima della sua scarcerazione.

Il film, drammatico, pone molti dubbi relativamente a chi agiva durante il nazismo e sulle relative responsabilità. Dubbi su chi sapeva e non poteva non sapere (e magari non ha fatto molto). Dubbi sulla realte possibilità di far qualcosa.

Dubbi che talvolta possono anche rimanere irrisolti, ma che necessitano di essere vissuti e di essere sottoposti alla nostra attenzione. Per questo nonostante i 124 minuti non siano sempre scorrevolissimi, forse vale la pena di affrontare un piccolo sacrificio.

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