TFF28 – Dario Argento e Kinoglaz di Dziga Vertov

Se dovessi dire ad occhi chiusi perchè Dario Argento abbia scelto Kinoglaz come suo film della vita punterei tutto sulla sequenza del toro scuoiato ed eviscerato.

Scherzi a parte Argento è molto chiaro quando snocciola i motivi di questa scelta, ed a pensarci bene sono abbastanza comprensibili.

Il cinema di Dziga Vertov è un cinema fortemente sperimentale che gioca tutto sull’arte visiva.
Un cinema che punta sul movimento, sul montaggio, su inquadrature ardite in un momento (il film è del 1924) in cui si pensava a ben altro.
Vertov ha insegnato al nostro come la macchina da presa può diventare un mezzo espressivo.

L’incontro, guidato da Steve Della Casa ed Emanuela Martini è decisamente interessante (come sempre capita quando c’è di mezzo il buon Dario).
E si spazia dai suoi maestri (Fritz Lang, Jacque Tourneur, i film della Hammer - e qui Della Casa si esalta ricordando la retrospettiva di un suo vecchio TFF – e poi naturalmente Ingmar Bergman, Federico Fellini e Michelangelo Antonioni). In sostanza tutto il panorama mondiale del cinema visionario.

Si viaggia poi tra le amicizie di Dario (Mario Bava e Lucio Fulci) e Steve si spertica in complimenti definendo Argento prima il più visionario dei registi italiani dopo Fellini e poi il più citato regista al mondo dopo Hitchcock… sempre secondo, mah!

Non manca una desolante panoramica sul cinema italiano attuale, reputato moribondo “ma fin quando ci teniamo questo governo…”, e due domande sull’attualità di Giallo (“non conoscevo questa produzione americana di cui mi sono fidato”) e su Dracula 3D.
L’ultima, potete immaginarlo visti i precedenti, l’ho fatta io.
Pare che il problema sia che Argento sta facendo un sacco di prove con questa tecnologia ed il film non partirà fino a quando non sarà padrone tecnicamente del mezzo… ha anche convocato esperti un po’ da ogni angolo d’Europa.
Vedremo…

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