London River – la recensione di Sandro

Dopo la pausa Festival riprendono anche le recensioi ospiti.
Tocca a Sandro parlarci di London River di Rachid Bouchareb.
E se volete propormi le vostre recensioni, questo è quello che dovete fare.

Film ambientato a Londra il 07 luglio 2005: il giorno degli attentati terroristici che sconvolsero non solo la capitale britannica, ma tutto il mondo. La signora Sommers, che vive su un’isola sulla Manica, ed Ousmane, che vive in Francia, sono profondamente diversi tra loro: questa diversità inizialmente li divide e li mette in contrapposizione l’uno con l’altra: ma poi piano piano saranno profondamente uniti nell’angoscia e nella ricerca che li condurrà in giro per Londra, con la speranza di ritrovare i figli vivi.

Scopriranno che i figli vivevano insieme e supereranno pregiudizi ed abitudini, religiose e non solo, che appaiono fin da subito essere radicalmente diverse. Un’investigazione che seguiremo con l’io narrante e gli occhi (oltre che l’angoscia) dei genitori fino alla fine.

Il film, ancorché estremamente drammatico, merita di essere visto: mette in luce non solo uno squarcio estremamente privato, e forse piccolo rispetto alle 50 vittime e 700 feriti; ma evidenzia, per esempio, il tema del razzismo, del pregiudizio verso il mondo musulmano ed il mondo arabo. Evidenzia che, forse, è un pregiudizio che può essere superato.

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