Una sconfinata giovinezza – la recensione di Sandro

Per le vostre recensioni, appuntamento con Sandro che ci racconta Una sconfinata giovinezza di Pupi Avati.

Lino Settembre (Fabrizio Bentivoglio) è un giornalista sportivo anche apprezzato, Chicca (Francesca Neri) è una docente univeristaria. Insieme sono una coppia affiatata, fin quando Lino comincia ad accusare i sintomi dell’Alzheimer.

Inizialmente Chicca cerca di tenere nascosta la cosa, e comincia ad accudirlo finché è possibile. Nel frattempo Lino comincia a ricordare gli sprazzi della sua giovinezza. Dall’incidente del padre, al suo legame col cane Perchè e Nerio e Leo, due amici d’infanzia.

Nel frattempo la malattia rende vani gli sforzi di Chicca, che dovrà chiedere aiuto alla famiglia. Quando Chicca ha un incidente in cui rischia seriamente di morire, Lino prova, nonostante la malattia un ultimo gesto d’amore.

Il film tocca un argomento decisamente tragico e riesce a toccare corde molto intense, specie per chi ha una vaga idea di cosa comportino le malattie degenerative e di cosa comporti vedere una persona cara che comincia a non essere più autosufficiente. Francesca Neri e Fabrizio Bentivoglio mostrano affiatatezza e naturalezza nell’affrontare questo film: mai scelta fu maggiormente indovinata.

Nonostante il tema il film scorre facilmente nei suoi 98 minuti: non è il classico film che vi farà svagare, ma merita di essere visto, anche se con lo stato d’animo più adatto.

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