F – quei cattivi ragazzi

C’è qualcosa di interessante in questo F di Johannes Roberts, qualcosa che si muove sullo sfondo, senza mai prendere il sopravvento… e sono i ragazzi protagonisti del raid a scuola.

Robert insegna in una scuola di alto livello e tra i suoi alunni c’è anche la figlia Kate con cui pare avere un ottimo rapporto.
Un giorno però ha uno scontro con un suo allievo e la scuola gli chiede di non provocare uno scandalo e di accordarsi con la famiglia.
Robert è costretto ad accettare ma la sua vita va in rotoli.
Un anno dopo è mezzo alcolizzato, la moglie l’ha lasciato e la figlia lo odia.

Dato questo panorama personale il film s’incentra invece su un raid serale di un gruppo di ragazzi all’interno della scuola.
Robert, Kate, il suo fidanzato, la preside e qualche insegnante sono ancora dentro e la loro giornata finirà in vacca!

Curioso il rapporto tra la vicenda personale di padre e figlia (ben costruita e dettagliata) e la vicenda centrale del film, che è invece quella del raid di violenza e morte.
Le due storie non sono legate ma quella principale rimane quasi sullo sfondo, conquistando spazio man mano che la vicenda si snoda.

Discreta la tensione che aleggia in F, creata grazie ai grandi silenzi, alle stanze vuote, ai personaggi che si ritrovano soli contro il mistero (soluzione più che classica) e a una musica extradiegetica che arriva sempre al momento giusto.

Peccato che gli omicidi (che non mancano) non si vedano praticamente mai… al massimo ci viene mostrato il risultato della violenza.

Discreto David Schofield, buona la giovane Eliza Bennet, che guida in una bella serie di fisici femminili davvero notevoli…

In tutto ciò (e scusate il piccolo spoiler) la cosa più interessante rimangono però i protagonisti del raid.
Un gruppo di ragazzi incappucciati, tutti con la stessa felpa e col volto sempre oscurato.
Non sapremo mai chi sono, se sono studenti della scuola, quanti sono, perchè sono lì, perchè fanno quello che fanno e con tale violenza e sadismo.
Un finale quindi che non da risposte e accresce la curiosità…

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