GLBT26 – Il richiamo – Francesca Inaudi è nuda

Iniziamo col dire che dopo pochi minuti abbiamo Francesca Inaudi nuda e che più avanti nel film c’è una gran bella scena di sesso tra la Inaudi e Sandra Ceccarelli, così siamo tutti contenti (compreso Google) e possiamo parlare serenamente di Il richiamo.
E il film di Stefano Pasetto merita che se ne parli perchè è innegabilmente un gran bel film.

Lea è giovane e solare, fidanzata ma interessata soprattutto a vivere.
Lucia è moglie di un medico, insegnante di pianoforte, ma il suo matrimonio è decisamente in crisi e le condizioni di salute non aiutano.
Le due si incontrano perchè Lea decide di prendere lezioni di piano e il contatto tra due caratteri così diversi fa scattare qualcosa.

Così quando Lea decide di trasferirsi da Buenos Aires in Patagonia per sistemare una barca diroccata, Lucia molla tutto e la segue.
Il loro rapporto rimane però sempre qualcosa di non detto, di non definito.

Il film è delicato e godibilissimo, poggia tutta la sua forza sulla splendida interpretazione delle due protagoniste, sempre al centro della scena.
Il personaggio di Sandra Ceccarelli è turbato, scontento della vita, preoccupato della sua situazione medica e scova nella giovane amica un modo per tornare a vivere, per ripartire.
Francesca Inaudi interpreta una Lea che è invece l’esatto opposto. Libera, giovane, solare, sempre pronta allo scherzo (addirittura mai seria), non si preoccupa del domani ma vuole godere del presente. In realtà anche lei nasconde qualcosa, un malessere non esplicitato che la turba.

E Il richiamo è in realtà un film pieno di misteri.
Chi è e cosa fa il padre di Lea? Sempre invocato ma che non compare mai. Perchè Lucia scrive e nasconde bigliettini? Cosa ci scrive dentro? Perchè Lea ha una mano bruciata? Cosa nasconde? Qual è il segreto nel suo passato?
Molti di questi dubbi non troveranno risposta e rimarranno la base misteriosa di quella che è in definitiva una storia d’amore, di (poca) passione, di rinascita e di voglia di ripartire, di salpare verso una vita migliore.

E poi ci sono i luoghi splendidi della Patagonia e gli animali di cui si occupa Lea.
Visivamente è fotograficamente un gran bel film.

…e poi c’è Francesca Inaudi nuda… l’ho già detto?

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