Paul – alieno sporcaccione

L’impressione è che Gregg Mottola volesse puntare molto più in alto con questo Paul di quanto non gli sia riuscito.
La presa in giro del genere alieni sulla terra, il tentativo di dissacrare rimangono in fieri e lasciano l’impressione che avrebbero potuto essere sviluppati in maniera decisamente più esagerata.

Clive e Graeme sono due nerd inglesi che dopo aver visitato il Comic Con decidono di fare un tour sui luoghi degli avvistamenti alieni negli Stati Uniti.
Non fanno nemmeno in tempo ad arrivare alla prima tappa che si trovano ad affrantora un alieno vero e decidono di aiutarlo.

Paul è l’alieno più classico che possiate immaginare, anche perchè nei decenni che ha passato sulla terra è stato consigliere del governo americano (e non solo) e tutta l’iconografia sugli alieni si basa proprio su di lui.
Ora però non serve più e deve essere eliminato.
I due imbranati nerd lo aiuteranno a salvarsi.

Partiamo da quello che più salta all’occhio nella versione italiana: il doppiaggio dell’alieno Paul è terribile, quasi insostenibile per accento e tono di voce… non riesce per nulla a rendere l’idea di quello che compie Seth Rogen nella versione originale. Peccato!

Detto questo, il film è divertente pur senza essere indimenticabile.
Paul è un alieno classicissimo nelle fattezze ma estremamente sorprendente per quanto riguarda il modo di comportarsi.
Gioca, si diverte, fuma, beve, dice un sacco di parolacce, è l’antitesi dell’alieno modello.
E forse proprio per questo si trova perfettamente a suo agio on la coppia di disperati in camper in giro per l’America.

Un paio di tormentoni aiutano a tenere su livelli di simpatia discreta il tono del film.
Ma sia la continua chiamata in causa dello scrittore Adam Shadowchild che la battuta sulla coppia gay funzionano fino a un certo punto.

Decisamente più fortunata è la scelta di inserire il personaggio di Kristen Wiig, giovane estremista religiosa che dopo aver conosciuto Paul decide di abbandonare la sua fede e di darsi al sesso, al fumo e soprattutto di usare un linguaccio il più possibile sbocato (ma su questo avrà da lavorare parecchio).

Simpatica (è forse la cosa che funziona meglio) anche l’idea di dare a Paul tutte le responsabilità sull’iconografia aliena che conosciamo.
Da anni consigliere del governo, è stato lui anche a dare qualche consiglio a Steven Spielberg prima della realizzazione di E.T.

Non mancano le curiosità.
Una valanga di battute rubate da altri film (potete divertirvi a riconoscerle) ed il cameo di Sigourney Weaver davvero simpatico.

Non riesco a decidere invece se la coppia di protagonisti, Simon Pegg e Nick Frost, funziona o è una specie di scemo e più scemo in salsa aliena…

 

One Comment

  1. Evit says:

    Me lo sono visto qualche settimana fa in inglese. Molto carino. Niente di pretenzioso. Da suggerire come film da prendere a noleggio.

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