Critica alla critica: Batman – il ritorno (1992)

Come la settimana scorsa, il nostro Evit rimane su Tim Burton e i suoi pipistrelli.
La critica alla critica di oggi prova a salvare Batman – il ritorno dalla penna dei critici.

Trama

Nella tetra ed opprimente Gotham City, una città teutonica della civiltà delle macchine (teutonica? Ma che dice?), il giovane miliardario Bruce Wayne è il misterioso Batman (mmh, grazie, nel caso mi fossi dimenticato il primo film), che agisce contro i malfattori travestito da pipistrello. La sua identità è nota solo al fedele ed anziano domestico Alfred con il quale vive in un palazzo-fortezza (qui hanno riciclato pezzi della precedente recensione) nei cui sotterranei (ora preparatevi perchè le prossime frasi vorrebbero fare una sintesi estrema del film) si trovano numerosi e strani armamenti tra cui la Batmobile, l’automobile blindata capace di orientarsi in qualunque posizione per affrontare il “Kiddle Ride”, il mostruoso veicolo di Oswald Cobblepot, il Pinguino, un essere deforme mezzo uomo e mezzo animale che, dopo aver vissuto nelle luride acque del sottosuolo di Gotham, ha deciso di emergere per candidarsi a sindaco con l’aiuto dell’amorale miliardario Max Shreck, l’assassino di Selina Kyle. (Una sintesi così spinta da diventare inutile e incomprensibile ai più) Costei, donna mite e gentile, in seguito alla propria morte è stata trasformata, ad opera di alcuni gatti (questa affermazione è molto discutibile), nella seducente ma perfida Catwoman, amica-nemica acerrima di Batman (si può dunque essere “acerrimi amici”, oltre che acerrimi nemici?). Questi, ingaggiando una lotta serrata contro i suoi astuti avversari, dopo alterne vicende riesce a sconfiggerli.

(Mi sono domandato che cosa diavolo fosse questo “Kiddle Ride” a cui faceva riferimento l’autore nel suo strampalato riassunto. Ho scoperto che in realtà la parola dovrebbe essere “kiddie ride” ovvero quelle piccole giostre a gettoni (di solito a forma di auto o areoplano) che si trovano nei supermercati o al luna park. In relazione alla trama si riferisce a quando il Pinguino controlla a distanza la macchina di Batman e lo fa appunto da una di queste “giostre” opportunamente modificate. Non si capisce perchè questo “kiddie ride” possa definirsi come mostruoso e come la batmobile, “l’automobile blindata capace di orientarsi in qualunque posizione”, possa “affrontare” il “kiddie ride”. Frasi che non hanno né capo né coda. Quasi sembra una di quelle traduzioni italiane mal fatte del manuale di un videogioco degli anni ’90… che abbiano forse usato come ispirazione proprio la descrizione dal retro della scatola di Batman Returns per lo SNES o SEGA?)

Critica

“Questo film, ispirato ai celebri personaggi dei racconti a fumetti creati dall’americano Bob Kane ed essenzialmente basato sulla lotta tra il bene ed il male (minimizziamo il successo altrui), è uno stravagante spettacolo fantastico realizzato con grandi mezzi e sicuro mestiere dal regista Tim Burton. La coreografia è ricca, anzi sontuosa fino al kitsch (forse fino al grottesco, il kitsch non mi pare ci fosse in Batman – Il Ritorno), valorizzata da luci di innegabile efficacia, con guizzi diabolici (ehhh le luci fanno miracoli), specie allorché è di scena il pinguino (un Danny De Vito eccellente quanto a boccacce, battute luciferine e risultati grotteschi) (battute luciferine? Quelli di Segnalazioni Cinematografiche Vaticane sono così ossessionati dal demonio che lo vedono ovunque). La nota femminile è assicurata dalla ‘donna gatto’ che più insidiosa e felina non potrebbe essere ed a cui Michelle Pfeiffer presta tutto il suo ‘charme’ irresistibile, di fronte ai deformi, ai perversi ed allo stesso Batman. Il film si rivela un contenitore di mirabolanti avventure e di validissimi effetti speciali.” (capito? I film sono CONTENITORI 😉)
(‘Segnalazioni cinematografiche’, vol. 114, 1992)

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