TFF29 – Ulidi piccola mia – quanto è dura la bulimia

Ulidi piccola mia è un esperimento davvero unteressante di Mateo Zoni, e scoprire come è nato è una curiosità non da poco.
Dice il regista (al suo primo lavoro) che gli era stato raccontato con passione lo spettacolo con Paola Pugnetti protagonista. Zoni rimane talmente affascinato dal racconto che, senza aver visto lo spettacolo e senza conoscere paola, decide di farci un film.

Ed il risultato è molto particolare perchè Ulidi piccola mia è (e non è) allo stesso tempo un documentario ed un film di finzione, un testo dettagliato ed un’interpretazione improvvisata.

Si racconta la storia, ovviamente vera, di Paola che dopo quattro anni di comunità per provare a risolvere il suo problema con la bulimia e l’eccessiva violenza (che si manifesta anche con atti di autolesionismo), è tendenzialmente pronta a tornare a casa.
Ma l’ambiente dove vive non è facile perchè paola è figlia di un anziano contadino emiliano e di una donna marocchina che vorrebbe proteggerla benedicendola con l’acqua del Corano.

Paola Pugnetti è splendida e dimostra una grande forza nel farsi riprendere nel quotidiano, nel mostrare le sue debolezze e le sue difficoltà.
Ed al suo fianco vengono prepotentemente fuori anche le figure delle sue compagne della comunità Giada Meraglia e Marcella Diena.
L’abilità di Mateo Zoni è quella di raccontare il tutto con delicatezza e crudezza quando è il caso, centrando tutta l’attenzione sulle tre ragazze (e lasciando, per esempio, decisamente nell’ombra le figure degli educatori).

Ne viene fuori un ritratto ovviamente drammatico, forte, capace di mostrare le difficoltà di una malattia senza nascondere nulla.

A margine la sorpresa che la realizzazione del film ha avuto un imprevisto effetto curativo (non da solo evidentemente) sulla protagonista, che era in sala visibilmente in condizioni fisiche e psicologiche ottimali.

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