La foto (fake?) del pedofilo castrato e la follia su Facebook

Probabilmente ad inizio settimana sarà passata sulle vostre bacheche Facebook la foto che vedete qui sotto (l’ho opportunamente censurata per mantenere un minimo di buon gusto, ma se di buon gusto non ne avete – non sarò certo io a giudicarvi – e volete vedere la foto senza pecette nere vi basterà cliccarci sopra).

Si tratta della foto di un uomo dai tratti ispanici, legato, denudato, evirato e con il propio pene infilato in bocca.
Chi l’ha pubblicata su Facebook l’ha presentata come foto di un pedofilo castrato.

Su questa foto e su quel che ne è seguito ci sono una serie di considerazioni da fare.
La foto è stata pubblicata ed in poche ore è stata condivisa 9 mila volte dagli utenti del social network, raccogliando una serie di commenti di ogni tipo.
Non c’è dubbio che il macabro sia molto virale ma qui forse abbiamo esagerato.
Molte persone hanno segnalato la foto come materiale non adatto e Facebook l’ha rimossa ma nel frattempo il delirio si era diffuso.

Ho detto poco sopra che la foto ha raccolto commenti di ogni tipo, in realtà ho esagerato: i commenti sono stati di due tipi soltanto.
Diverse persone (immagino quelle che poi hanno segnalato la foto a Facebook) si sono scandalizzati (schifati?) a vedere l’immagine, la loro sensibilità è stata urtata ed avrebbero preferito non vederla.
Molti altri (e questa è la parte più inquietante della faccenda) hanno invece scritto che quella era la giusta punizione per un pedofilo, aggiungendo particolari sulle pene da infliggere a quelli come lui che non faticherete ad immaginare.

Ora la domanda é: la colpa è del personaggio che ha pubblicato la foto, di Facebook che ha scatenato la parte più violenta ed intollerante dei facebookari o dei facebookari stessi?
Ovviamenete sapete come la penso: Facebook è uno strumento ed è uno strumento molto forte, in quanto tale è in grado di amplificare e velocizzare i comportamenti delle persone, anche quando questi sono molto violenti.
Il risultato è vedere concentrate nello stesso luogo ed in pochissimo tempo una serie di frasi dalla violenza davvero incredibile.

Su questo mi piacerebbe comunque conoscere il vostro parere.

La storia della foto solleva però anche un altro interrogativo: siamo sicuri che questa foto sia vera?

Come sempre accade (ormai ci cadono anche i giornalisti) la gente condivide qualunque notizia (9 mila volte in questo caso) senza preoccuparsi di verificare le fonti e capire se la notizia sia vera.
Da anni cerco di alfabetizzare amici e conoscenti su questa semplice e buona abitudine.
In questo caso però la ricerca delle fonti non è facilissima.

Dalla foto si scopre solo un nome, Aguinaldo Mola, che pare essere un fotografo sudamericano su cui però ci sono poche notizie, ed il logo 190P6, che potrebbe essere un canale tv o un giornale, ma anche su questo non sono riuscito a trovare niente.

Per far luce sulla faccenda non mi resta che tirare in ballo il buon Paolo Attivissimo, massimo scopritore di bufale dello stivale, nella speranza che riesca a fare chiarezza.

Update

Nei commenti Immenso è riuscito a scovare un articolo che da qualche informazione in più: l’uomo dovrebbe chiamarsi Renilson Martins.

One Comment

  1. Immenso says:

    Per fortuna non serve scomodare Attivissimo.

    L’uomo si chiamava Renilson Martins.

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