Critica alla Critica: Dracula morto e contento (1995)

Evit si tuffa nella commedia di Mel Brooks con Dracula morto e contento per la nuova puntata di Critica alla Critica.

Critica

Latitano lo stato di grazia e le invenzioni poetiche di Frankenstein Junior (purtroppo da quando Mel Brooks girò Frankenstein Junior i critici non si sono mai più trattenuti dal comparare qualunque altra sua commedia all’inarrivabile Frankenstein Junior. Caro Mel, non sarai mai giudicato equamente), soltanto in parte compensate dall’efficacia degli effetti speciali, dall’eleganza della cornice, dalla cura dei particolari. Non mancano, comunque, le trovate ingegnose: le goffaggini dell’imbranato conte con cui Nielsen sfrutta le “gag” di Una pallottola spuntata (nel senso che le ha riciclate da Una pallottola spuntata? O è Nielsen ad essere stato riciclato da Una Pallottola Spuntata, unico film per cui era noto in Italia?); l’iperbole ematica che sommerge il povero Harker (Steven Weber) nel conficcare il canonico punteruolo ligneo nel cuore di Mina; la metamorfosi birichina di Lucy e lo “sketch” dell’assalto voluttuoso allo stesso Harker. C’è persino una battuta, probabilmente inventata dal traduttore italiano, che strappa la risata quando Van Helsing (lo stesso Mel Brooks) nomina Nosferatu a proposito di Mina vampirizzata: “Era sarda?”. (“probabilmente inventata dal traduttore italiano”? Solo “probabilmente”? La battuta originale era “leggermente” diversa: -“She’s Nosferatu” -“She’s Italian?”. Pensava davvero il signor Morandini che la battuta potesse essere “She was Sardinian?”? Quale americano l’avrebbe compresa?)
(Il Giorno, Morando Morandini, 3/2/96)

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