I figli dell’imperatore di Claire Messud

Non è un capolavoro I figli dell’imperatore, è però un buon romanzo, raccontato con una prosa discreta e coinvolgente da Claire Messud.

Murray Thwaite è un giornalista famoso ed osannato. La moglie e la figlia Marina vivono quasi nella sua ombra, integrate in quell’ambiente patinato di New York che l’uomo utilizza solo per quanto necessario alla sua immagine.
Poi c’è Danielle, amica di Marina, e Julius, il gay che completa il terzetto.

Le loro vite hanno una scossa dall’arrivo di Ludovic, che vuole fondare una rivista rivoluzionaria, e di Ciccio, cugino di Marina che arriva dalla campagna.
Intorno a questi personaggi si svolge la quotidiana vita alla ricerca del successo e del futuro.
Marina riuscirà a finire il suo eterno libro? Ciccio imparerà dall’osannato zio? Come si concluderà la storia d’amore di Julius?

La vicenda prosegue tra scontri, sogni, delusioni, innamoramenti, tradimenti (fisici e intellettuali), tutto quello che si può trovare in normali vite umane.
Poi però la mattina dell’11 settembre 2001 qualcosa mischierà improvvisamente le carte rimettendo tutto in gioco, facendo crollare i sogni e creando nuove opportunità.

Un po’ lenta la prima parte del libro, con una presentazione dei personaggi troppo didascalica, poi però si viaggia bene, si entra nelle vite dei protagonisti, nelle loro emozioni, nelle difficoltà, si finisce a fare il tifo per l’uno o per l’altro.

La Messud ci mostra un mondo patinato, che viaggia sul filo dell’irrealtà, dietro al quale però vivono persone vere con sentimenti, passioni e grosse difficoltà, anche per chi sembrerebbe più forte, invincibile.

Significativo il titolo e l’idea di identificare il capofamiglia nell’imperatore intorno a cui ruotano le vicende degli altri.
Una personalità così forte e riconosciuta che tutti gli altri, donne e uomini, sono costretti a confrontarcisi quasi senza possibilità di crearsi una propria vita indipendente.

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