Quella casa nel bosco, recensione con mezzo spoiler

Quella casa nel bosco è (o vorrebbe essere) l’anello di congiunzione tra l’horror classico americano degli anni ’80 e gli incubi creati da Lovecraft.
Drew Goddard ci riesce in parte, pur non realizzando un capolavoro, con un film capace di stupire e divertire… meno di affascinare e coinvolgere.

Ora però c’è un problema non indifferente nel raccontarvi la trama, perchè è parecchio a rischio spoiler, almeno a due livelli.
Facciamo così: il primo livello ve lo racconto (anche perchè è evidente dopo pochi minuti di pellicola) il secondo livello ve lo lascio come sorpresa per il finale del film.

Un gruppo di ragazzi, come sempre (o quasi) 3 maschi e 2 femmine, si preparano a passare il week end nel bosco in una casa diroccata e isolata.
C’è lo sportivo, l’intellettuale, lo scemo, la bella e sensuale e ovviamente la vergine (o quasi e due).
E naturalmente il bosco si popola notte tempo di zombie che attaccano il gruppo… la novità è però che questo attacco è controllato e programmato.

In un complesso centro di regia infatti un gruppo di tecnici, di creatori di storie, guidano tutto ciò che accade controllandolo e gestendolo grazie all’uso di telecamere.
Drogano i ragazzi, chiudono le porte, organizzano situazioni e apparizzioni, li eccitano…

Mi fermo qui ma la novità è chiara.
L’horror che siamo abituati a vedere nei film è in realtà organizzato, creato, guidato da una regia attenta.
L’idea funziona e rende un po’ diverso il racconto, inserendo nuovi concetti e un po’ di vitalità in più.
E la base è davvero classica: casa nel bosco, gruppo di ragazzi, addirittura la pompa di benzina che è l’ultimo contatto con la civiltà ma è già ben al di là della normalità della civiltà moderna.

Ottima l’apparizione del titolo di testa che ricorda alcuni film di genere degli anni ’70, ottimo il contrasto tra la cupezza, lo squallore, l’orrore del bosco e della casa e l’asettica pulizia dello studio di regia pieno di tecnici e macchinari.

Non mancano i momenti splatter, non mancano le chicche e le citazioni, non mancano le situazioni divertenti (il braccio zombie che vive di vita propria).

Senza lodi particolari il cast, ma Kristen Connolly e Anna Hutchison sono estremamente sexy.

E poi è una figata il massacro finale, che scoprirete pieno zeppo di citazioni dalla storia del cinema horror e di cui per ovvi motivi non posso raccontarvi altro!

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