Blu Bar e i segreti di Profondo Rosso

Nessun dubbio che Profondo rosso sia uno dei film più affascinanti dell’intera storia del cinema e scoprire i segreti utilizzati da Dario Argento su quel film (un Argento che in quegli anni usava tecniche ed effetti speciali assolutamente folli) può essere estremamente affascinante.

Un ottimo modo per scoprire questi segreti è il documentario Blu Bar realizzato una decina di anni fa da Davide Della Nina e Alessandro Benna.

Si tratta di un documentario abbastanza classico nella struttura e ottimamente realizzato.
Interviste, immagini del film, naturalmente la colonna sonora originale dei Goblin, il buon Della Nina che racconta e intervista e poi la curiosità per nulla banale di diverse scene ricreate come omaggio con una qualità davvero ottima.

Tra gli intervistati professori espertissimi del nostro come Giulia Carluccio e naturalmente i protagonisti di allora.
Lo stesso Argento, poi Luigi Cozzi che racconta come l’idea di partenza del film esistesse già da prima di Quattro mosche di velluto grigio, e ancora Vivalda Vigorelli.
Ma le interviste più interessanti sono probabilmente quelle con Germano Natali che spiega nei dettagli come nacquero alcune delle soluzioni per gli effetti speciali e con Claudio Simonetti che naturalmente ricorda la collaborazione di quel giovane gruppo di rockettari che erano i (non ancora) Goblin col grande Dario Argento.

E poi il plus di Blu Bar è quello di portarci sui luoghi delle riprese. Tra Torino e Roma, fino al cimitero di Perugia, il documentario ci accompagna nei posti precisi, ci fa riconoscere le inquadrature, i dettagli, i segreti, le soluzioni attuate.

Un lavoro molto ben fatto, utile per ogni amante del cinema perchè permette di scoprire i segreti di un grande maestro sempre attento alle tecniche utilizzate, ma assolutamente indispensabile per gli amanti di Argento.

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