Hitchcock, dietro un grande uomo c’è sempre…

Non sono in grado di dire quanto di romanzato ci abbia messo Sacha Gervasi nella sua ricostruzione dei giorni in cui Alfred Hitchcock girò il suo Psycho, posso però dire che questo Hitchcock è un buon film, che restituisce molto della follia del suo protagonista e della sua genialità.

In realtà l’attenzione è fortemente puntata sul rapporto con la moglie Alma e sulla sua grande partecipazione alla produzione del film, così come a quelle dei film precedenti.
E sul rapporto tra marito e moglie si avvita la storia della realizzazione di Psycho, dall’idea originale, alle difficoltà a trovare una produzione disposta a realizzare un vero e proprio horror, alle difficoltà sul set, agli scontri con la censura (prima e dopo il film), ai problemi della prima versione di montaggio, ai rapporti con gli attori (e soprattutto con le attrici).

Ma oltre al rapporto con la moglie (a proposito, Helen Mirren è strepitosa) è il rapporto con la vicenda narrata che Gervasi sviluppa con attenzione. Hitchcock che entra in sintonia con la storia, addirittura ha dei dialoghi con il protagonista (ma, occhio, non Norman Bates protagonista del libro ma addirittura con quello che è il personaggio reale a cui il libro di Robert Bloch è ispirato).

Insomma un bel viaggio nella mente del genio, nelle sue fisime, nelle sue problematiche.

Poi naturalmente c’è Anthony Hopkins, che si distingue non tanto per un’interpretazione comunque molto buona, quanto per una figura ed un tono di voce assolutamente sorprendenti per somiglianza con l’originale.

E visto che stiamo parlando di interpretazioni sappiate che anche Scarlett Johansson è convincente e sexy al punto giusto (scena della doccia compresa).
E qui arriviamo al dunque, perchè inevitabilmente quella sequenza mitica ha uno spazio importante anche nel film.
Gervasi ci dice che fu proprio la descrizione di quella scena nel libro a convincere Hitchcock a realizzare il film, poi ci mostra la sua realizzazione e qui l’impressione è che romanzi parecchio.
Infine (ed è forse la sequenza migliore del film) ci mostra Hitchock che quasi dirige le urla del pubblico in sala mentre questi assistono alla famosa scena.

Non aggiungo altro (che di cosa dire ce ne sarebbero ancora) se non che ho apprezzato apertura e chiusura con l’omaggio alla mitica serie tv Alfred Hitchcock presenta così evidente e dichiarato.

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An Awesem design by Orman