Looper, come lo chiudo il cerchio?

Poteva essere un bel film incasinato sul presente e sul futuro, su che succede se nel presente cambio qualcosa ed il mio io nel futuro non è daccordo e cose simili. Invece Looper è un buon action ma Rian Johnson decide di accennare solamente a quei loop che dovrebbero invece essere il centro del film e ci ripropone il classico Bruce Willis in versione eroe indistruttibile (anche se…)

Siamo in un futuro in cui esistono dei simpatici personaggi chiamati looper. Questi per mestiere uccidono persone che vengono inviate dal futuro. Loro si trovano al minuto stabilito nel posto stabilito, gli compare la vittima dal nulla già bella impacchettata e loro la fanno fuori.
Poi ad un certo punto gli viene inviato il loro omologo del futuro, fanno fuori anche lui e si ritirano a vita privata ricchi e felici per i successivi 30 anni.
A John però capita che il suo io futuro è più furbo di lui e non si lascia ammazzare e così comincia una vicenda di inseguimenti, indagini, ricerche di quello che può cambiare il futuro un po’ di tutti.

L’ambiente creato è molto buono, siamo in un mondo abbastanza derelitto con poveri e ricchi, qualche strumento futuristico, molti residui della nostra società e parecchie persone che hanno sviluppato uno sputacchio di telecinesi.

L’ingresso in scena di Bruce Willis è da star hollywoodiana, poi prosegue come detto.
Joseph Gordon-Levitt è convincente, Emily Blunt naturalmente sexy, ma la sorpresa è il piccolo Pierce Gagnon, davvero inquietante e la storia del cui personaggio è probabilmente la cosa più interessante del film.

Per il resto un buon action che poteva regalare molto di più.

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