#GLBTff28 A Perfect Ending, una storia di liberazione (non solo) sessuale

Un buon film, costruito con estrema attenzione dal punto di vsta narrativo e con un forza estetica non indifferente, A Perfect Ending di Nicole Conn è una fotografia molto intensa ed una storia di grande liberazione.

A-Perfect-Ending

Rebecca è una cinquant’enne delusa del suo matrimonio ma profondamente orgogliosa dei suoi tre figli. ha però anche un problema personale che rivela alle sue amiche: in vita sua non ha mai provato un orgasmo.
E le amiche le suggeriscono allora di rivolgersi ad una professionista.

Così conosce Paris, una splendida e giovane escort, molto capace e che le risolve facilmente (si fa per dire) il problema. Ma tra le due scatta qualcosa ed allora la vita rischia di cambiare davvero, anche a cinquant’anni.

Elegante, a tratti divertente (imbarazzanti i primi incontri tra le due donne), ma con dentro un sacco di significati che a scavare saltano fuori in maniera evidente.

Più volte Rebecca (molto brava Barbara Niven) rifiuta all’ultimo gli approcci di una davvero splendida Jessica Clark e così quando finalmente l’incontro fisico tra le due avviene ecco che Conn ce lo lascia gustare appieno. la sequenza del primo rapporto sessuale tra le due donne è lunga, intensa, attesa. Le troviamo e osserviamo per diversi minuti nude in un letto completamente bianco, che è l’unico sfondo della sequenza, bianco e rosa della pelle sono gli unici colori del’intera scena.

E l’attenzione di Conn ai dettagli è maniacale. Gli intermezzi tra le sequenze sono sempre dettagli o inserti grafici puramente estetici, dal grande impatto visivo. Immagini che spesso si mischiano con i lavori artistici della prostituta artista Paris, i suoi quadri di punti che punteggiano anche la vicenda.

E notevole è anche la costruzione della vicenda, con piccoli annunci, piccole intuizioni che ci guidano alla liberazione finale, triste eppure davvero liberatoria.
Perchè davvero questa è una storia di liberazione, e non certo solo sessuale.

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