#GLBTff28 Aynehaye Rooberoo, Facing Mirrors

Aynehaye Rooberoo è senza dubbio uno dei più forti film passati a questo GLBT Film Festival. Si tratta del primo film iraniano a tema transgender ed in più è firmato da una regista donna: Negar Azarbayjani. Due contingenzze quantomeno particolari per un paese che di contraddizioni è pieno. Basti pensare che pur fortemente e strettamente musulmano e sotto dittatura, dove gli omosessuali vengono impiccati e le donne hanno una non-vita, le operazioni per cambiare sesso non solo sono permesse, ma addirittura finanziate per il 25% dallo Stato (residuo incancellabile di una legge voluta da Komehini.

Aynehaye-Rooberoo

Due donne. La prima deve industriarsi per sostenere la famiglia mentre il marito è in galera ed allora decide di trasformare in taxi la loro auto, affrontando le conseguenze di mostrarsi donna al volante. La seconda è un uomo in un corpo di donna ed ha deciso di intraprendere il percorso per cambiare sesso. Impossibile però ottenere l’approvazione dal padre che l’ha destinata sposa ad un cugino.

Così la donna che vuole diventare uomo tenta la fuga e trova l’aiuto della donna tassita.

Un road movie all’iraniana, estremamente moderno ed efficace, capace di raccontare le difficoltà di un paese nelle due condizioni prese in esame. Un film che racconta un passaggio, l’evoluzione, la presa di coscienza e la consapevolezza di vivere in un mondo che ancora non accetta le condizioni diverse da quelle della massa (condizioni in questo caso imposte dal regime).

Un film duro, importante, che sarebbe il caso di guardare appena ve ne capita l’occasione.

Curiosità: le scene con le donne che indossano il velo anche in casa e addirittura dormendo. Cosa che ovviamente non si verifica nella vita vera, ma mostrare donne senza velo non avrebbe permesso al film di passare la censura.

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