#GLBTff28 W imię… (In the name of)

E così il primo serio film che riflette sulla sessualità di un prete arriva dalla Polonia. Da questo punto di vista W imię… (In the name of) ha un merito enorme e Malgoska Szumowska riesce anche a tirar fuori una pellicola interessante, riflessiva il giusto e coinvolgente (sebbene innegabilmente lenta).

W_imie

Padre Adam viene inviato in un nuovo paese e qui accompagna l’esistente comunità di recupero di ragazzi strappati al riformatorio.
Le cose funzionano benino, si lavora, il prete è ben voluto.

Poi però ci sono voci, gelosie tra i ragazzi e qualcosa si rompe. In padre Adam tornano i dubbi di sempre.

Non vi racconto più nel dettaglio non perchè non succedano cose, ma perchè il centro della faccenda è la riflessione l’analisi, le considerazioni che sono chiare ed evidenti.

Si parla di sessualità di un prete, un prete bravo, ottimo con i ragazzi, capace di lavorare e di trasformarli, ma un prete che è soprattutto un uomo e come tale ha necessità e pulsioni.
Inoltre le sue preferenze sessuali virano da sempre verso il sesso maschile e lui questo l’ha capito da tempo.

Molto buona l’analisi del rapporto col ragazzo, accennata ma evidente quella del rapporto con la donna che gli si propone a più riprese.
A farne le spese è la sua mente, sottoposta a forzature eccessive.

Intenso, la storia di un prete uomo, immagini eleganti ma anche sporche. Splendida la corsa nel campo di mais.

E imperdibile il balletto del prete ubriaco che si scatena abbracciato al quadro di Papa Ratzinger.

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