The Frozen, noia agghiacciante

Si comincia con Brit Morgan in mutande e canottiera, col sedere in primo piano, e godetevi quei pochi minuti perchè poi si va nei ghiacci e ci si copre parecchio. Da quel momento in poi comincia il gelo, che non è solo narrativo perchè The frozen regala molte poche emozioni e parecchia noia, Andrew Hyatt non riesce a regalare quel tocco in più che forse il soggetto (pur non nuovo) meriterebbe.

Lui e lei se ne vanno per un week end a campeggiare in mezzo al bosco innevato e lei lo cazzia per tutto il tempo.
Lui non reagisce mai, anzi si prende i cazziatoni a testa bassa.
Naturalmente hanno un incidente e rimangono bloccati nel nulla, al freddo e dovranno provare a venirne fuori.

Per metà film assistiamo solo ai loro scazzi, poi lui scompare (non vi preoccupate, non è da considerarsi spoiler) e lei rimane sola nel nulla per giorni.

In teoria dovrebbe congelarsi o uscire di testa e probabilmente fa la seconda cosa, ma anche questa parte del racconto è scadente.
La cosa migliore sono gli incubi/allucinazioni della ragazza (cioè quei pochi momenti in cui ci allontaniamo dal gelo della neve.

L’insieme però è noioso, la follia sviluppata male, l’orrore (quell’uomo li sta braccando? Che fine ha fatto lui?) è solo accennato.

Il finale spiega tutto ma non basta a riabilitare il film.
Voglio dire che alla fine sappiamo esattamente cosa è successo ma non per questo decidiamo che allora The Frozen sia un buon film.

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