Sinistre presenze, quando l’horror è politico

Esiste l’horror politico e sociale in Italia? Sinistre presenze edito da Bietti dimostra senza ombra di dubbio che la risposta è si. Diciassette racconti che il sottotitolo definisce correttamente “horror impegnati” e che spaziano dai mostri classici a nuove paure, sempre però con una base sociale ed un messaggio di riflessione mai banale.

E all’importanza sociale e politica dei racconti si abbina uno stile di scrittura quasi sempre notevole e attento, spesso con richiami colti e a volte capace di stupire.

Proviamo a veder di cosa ci parlano i diciassette racconti di questa raccolta.

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Emocrazia – Il Pdv (Partito Diversamente Vivi) viene eletto con la maggioranza assoluto e i vampiri vanno al Governo, amara riflessione di Alessandro Vietti su come in Italia siamo bravi a farci male da soli dando fiducia a loschi figuri che agli occhi del mondo sono impresentabili ben prima di dimostrarlo coi fatti. Vi ricorda  qualcosa?

Un  caso dimenticato della Romagna toscana – Un santo rianimato per vincere le elezioni in un piccolo comune, ma nessuno aveva verificato perchè era stato fatto santo. E qui la riflessione di Francesco Troccoli è simile alla precedente ma l’attenzione è probabilmente sul nome, sul personaggio famoso capace di attirare voti con la sola presenza.

Un piccolo flash è L’autostrada dei cani perduti con cui Dario Tonani sferza il lettore sulla piaga estiva egli animali abbandonati.

Da sotto ha chiare ispirazioni addirittura da Jules Verne sebbene poi Stefano Rosso arrivi a spiegare da cosa nascono le tradizionali paure e l’iconografia di alcune minacce classiche. Scopriamo un mondo sotterraneo affascinante ed inevitabilmente inquietante.

Con Escuela de Mecanica Franco Ricciardello ci porta nell’Argentina dei desaparecidos e qui non c’è nemmeno bisogno di un briciolo di soprannaturale per raggiungere livelli di orrore pazzeschi: basta raccontare la realtà. Forse proprio per questo è uno dei racconti con tasso di orrore più alto.

Curioso poi La melma dell’abisso, piccolo racconto con cui Pierfrancesco Prosperi ci spiega a modo suo come il dottor Jeckyll potrebbe trovarsi perfettamente a suo agio nella società di oggi (il motivo è preciso e condivisibile). Non tanto lui quanto mr. Hide.

Gian Filippo Pizzo prende invece spunto dalla cronaca per raccontarci con I suoni della morte gli orrori di oggi. Ricordate la vicenda dell’infermiera che decideva sulle vite dei pazienti ricoverati in ospedale?

Un gioiellino Come fiori recisi dal turbine con cui Michele Piccolino omaggia le piccole vittime della strada, mentre Alessandro Morbidelli si diverte a creare con High school zombie  un mondo invaso dagli zombie in cui i pochi umani sopravvissuti devono attrezzarsi per sopravvivere… ma a volte l’integrazione è meglio della lotta.

Luca Ducceschi ci accompagna invece in un intrigo che coinvolge chiesa, sette, misteri, forze dell’ordine, segreti arcaici e forze oscure che arrivano da molto lontano, un viaggio affascinante, un intrigo complesso Se un angelo ride, un diavolo piange.

Alla testa del paese è un breve incontro che Alessandra Daniele ipotizza tra il Presidente americano (che guarda caso è nero) e l’apocalisse zombie. Ma in poche pagine riesce a metterci anche un’analisi impietosa sui segreti della Casa Bianca.

Con Walter Catalano e Le cripte del non riposo facciamo un tuffo nello snuff e lo facciamo con tutte le scarpe, senza sconti e senza respiro.

Stefano Carducci e Alessandro Fambrini ci accompagnano invece nella storia dell’Istria, nell’orrore delle foibe che si trasforma in un orrore di pulizia e asetticità innaturale ancora peggiore. Chi la bellezza ha visto negli occhi è una denuncia di uno spicchio di storia ma anche un allarme per un’ideologia che tarda a spegnersi.

Finiamo addirittura dalle parti di Lovecraft con Le sabbie di Satana, appassionante racconto con cui Andrea Carlo Cappi tira in ballo chies, sesso, un futuro prossimo dominato dal Vaticano ed  una creatura nascosta sotto le sabbie del deserto e che ha bisogno di mangiare.

Con La porta degli annegati torniamo nella cronaca più attuale. Denise Bresci ci porta per mano in un terribile viaggio della speranza attraverso il Mediterraneo per sbarcare in Italia alla ricerca di un futuro migliore. Anche qui l’orrore è già intrinseco nella vicenda ma la narrazine che parte dal ricordo e dal trauma aiuta a costruire la storia.

Forse il più sperimentale dell’intero lotto è Simposio. Italia d’inverno, e non solo per il modo in cui Claudio Asciuti gioca con la lingua italiana. Un gruppo di amici (quegli amici di sempre che si ritrovano anno dopo anno), discorrono del quotidiano, dalla politica allo sport, alle donne, alle loro vite. Mentre fuori dalla casa dove si trovano, nel resto del paese, sta accadendo qualcosa di terribile e per nulla chiaro. Ma l’horror rimane ai margini quasi per tutto il racconto, come fosse un accessorio non previsto nella vicenda che l’autore vuole raccontare.

Danilo Arona chiude i 17 racconti con Aceite de muerto, ancora un viaggio nel reale, nei luoghi più difficili della Colombia, mischiando cronaca, magia, ignoranza, depressione, sfruttamento minorile e fame di soldi e potere. Un bel mix, no?

In definitiva un ottimo modo per conoscere autori italiani degni (in alcuni casi più che degni) di essere letti e scoprire che anche in Italia c’è spazio per l’horror sociale, basta andarlo a cercare nei meandri della letteraura.

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