A proposito di Davis, non il meglio dei Coen

Nessun dubbio che A proposito di Davis non sia il miglior lavoro dei Coen che sia dato di ricordare. Tuttavia anche questa volta Ethan e Joel Coen riescono comunque a realizzare un film degno di essere guardato, pieno, elegante, passionale e zeppo di ottimo folk.

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Si, perchè Llewyn è un cantante folk, squattrinato, che cerca di sbarcare il lunario ma non è che gli vada granchè bene. Il suo unico disco è stato un flop ed ora raccimola partecipazioni dove può, ma non è particolarmente ricercato.
Ed infatti è rimasto senza casa e viaggia da un amico all’altro alla ricerca di un tetto e di un posto dove tenere la sua roba.

Solo che il nostro cantante non è neppure un tipo molto diplometico, dice quello che pensa e avolte anche quello che non pensa e così di amici veri gliene sono rimasti pochini… diciamo pure nessuno!

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E poi c’è Jean, di cui è innamorato e che è pure riuscito a portarsi a letto, ma anche lei non vuole più saperne 8anche perchè un compagno ce l’avrebbe).

Insomma una situazione decisamente dramamtica ma che i Coen riescono a trattare con quel filo di ironia nera che li caratterizza.

Oscar Isaac regala al suo personaggio un tono devastato, quasi rassegnato, con poche speranze sul futuro, lo trasforma in una specie di naufrago che prova a restare a galla. Carey Mulligan è splendida come sempre. John Goodman ha una particina ma è sempre John Goodman.

E poi c’è il gatto, quello che vedete sulle locandine. Che naturalmente con la storia non c’entra nulla ma che l’abilità dei Coen riesce a trasformare se non in protagonista quantomeno in un comprimario con una sua vicenda importnate e che caratterizza e punteggia il film. Roba da Coen insomma.

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