La vita va avanti di Vito Ferro

Continua in maniera molto interessante il progetto di Autori Riuniti, con questo La vita va avanti di Vito Ferro. L’incipit è delirante: Armando si sveglia in un prato e non ricorda nulla. Non sa come ci è finito, non ricorda quasi nulla della sua vita, solo piccoli particolari e il suo grande amore Chiara. Poi si alza e capisce di essere in un cimitero.

Ora… a questo punto, se vi voglio parlare del libro, è inevitabile uno SPOILER gigante, ma che arriva nella vicenda praticamente nella prima pagina, quindi se volete leggere qualche riflessione sul libro ve lo beccate e andate avanti, altrimenti vi fermate qui, comprate il libro e vi godete la sorpresa completa.

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Armando è morto. Si trova nel cimitero sottoforma di anima, fantasma, spirito, presenza (non è possibile dirlo). Con lui ci sono altre presenze. Tra loro si vedono e si parlano, ma i visitatori del cimitero non possono vederli o sentirli. Non tutti i morti del cimitero però sono in quelle condizioni, alcuni sono apparsi al momento della morte, sono rimasti anime per un po’, poi sono svaniti, altri sono morti e basta.

Armando e i suoi nuovi compagni provano a comprendere la loro nuova situazione (che per alcuni dura de decenni). Nel cimitero si è formata una comunità che in pratica vive una non-vita parallela a quella dei vivi.

L’autore ci fa scoprire pian piano con il suo protagonista scampoli di vita vissuta, ricordi. Armando pian piano torna ad avere confidenza con il suo passato terreno, ma non riesce a ricordare come è morto. Tutto è incentrato sul suo amore immenso per la sua Chiara, il fulcro di tutto… che però non viene mai a trovare le sue spoglie.

Il romanzo ha una struttura del tutto particolare. Pieno di citazioni, di riflessioni. Scopriamo le storie delle altre anime come fossimo in una novella Spoon River. Le anime non sanno tutto. Con la morte hanno scoperto una nuova condizione ma non il segreto della vita. Non sanno, ad esempio, che fine fanno quelli che ad un tratto scompaiono… e non è roba da poco.

Il nostro è un viaggio al fianco di Armando, una riflessione sulla vita intera, sul dopo, ma senza risposte. E in fondo sono le domande quelle che hanno importanza.

Ma nel libro c’è anche altro, un lungo viaggio nella mente umana che sul finale si rasforma in un vero e proprio giallo, un intrigo con una chiosa che è un pugno in faccia di quelli tosti, di quelli che non spaccano mica solo in naso… anche un po’ l’anima.

L’intervista con l’autore Vito Ferro.

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