La vita che si ama di Roberto Vecchioni

Forse ve l’ho già detto: seguii il corso di “Forme della poesia per musica” del professor Roberto Vecchioni all’Università di Torino. Era il primo cosro universitario di Vecchioni. Ne rimasi affascinato al punto di reiterarlo anche l’anno successivo.

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Quando quindi mi trovo a leggere un libro di Vecchioni, soprattutto un libro fortemente autobiografico come questo La vita che si ama, ritrovo in maniera forte il suo modo di raccontare, le sue emozioni, le sue debolezze, la sua passione immensa.

Tutto questo è potente in questa sua ultima fatica letteraria, che non è altro che una serie di racconti di piccoli (o meno piccoli) momenti di felicità incontrati nel corso della sua vita.

Ci sono (moltissimo e continuamente) i figli e la moglie, c’è una casa particolare. Ma c’è anche quella fidanzata la fine del cui amore portò a Luci a San Siro e c’è il padre e le sue scommesse (L’uomo che si gioca il cielo ai dadi). C’è tanto della sua famiglia, ma naturalmente ci sono anche la scuola e la letteratura, la storia e la musica. Tutti i grandi amori di Vecchioni.

Ogni capitolo è contrappuntato dal testo di una canzone e da una dedica.

Non un saggio, ma una serie di piccoli flash. Il sottotitolo “storie di felicità” è molto esplicativo. L’insieme è affascinante, godibile, realtà e narrativa si fondono e non posso non apprezzare il modo in cui il Prf. apre il suo cuore. Cosa che del resto faceva ad ogni lezione in quei giorni passati. E così si chiude anche il cerchio di questa breve recensione.

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