Il tempo degli inganni di Michele Macagnino

Un thrillerone con intrigo che coinvolge ‘ndrangheta, centri sociali, appalti, polizia, carabinieri, genietti dei computer, traffico della prostituzione… dimenticato qualcosa? Può darsi, perchè Il tempo degli inganni, Golem edizioni, di Michele Macagnino è un intreccio davvero vasto dove però tutto sembra trovare il suo posto in maniera precisa.


Si comincia con una testa mozzata. La testa del mago, uno dei protagonisti del precedente Il volto del male di Macagnino, inviata per posta a Mick the Mack, il maggiore gestore di siti di prostituzione. Sarà un avvertimento? Una vendetta? Tutto comincia da qui.

E si sviluppa in una serie di avvenimenti e intrighi che coinvolgono personaggi già protagonisti del romanzo precedente e nuovi arrivi. Un intreccio sapientemente costruito che gira intorno ai grandi appalti e alla gestione mafiosa degli stessi. Un giro di soldi immenso relativo a due grandi opere (una a Torino ed una in Calabria) che coinvolgono inevitabilmente politici, tecnici, giornalisti, avvocati, personaggi di varia umanità.

Macagnino è abile nel costruire l’intreccio e sciorinarcelo pezzetto dopo pezzetto aiutandoci a ricostruirlo guidati dalle indagini del maresciallo Lurati, dell’ex poliziotto Raiteri e diel misterioso Fitzcarraldo. Ma riusciamo a scoprire tutto solo seguendo una enorme varietà di personaggi, di donne e di uomini con i loro vizi (tanti) e qualche virtù nascosta.

Non ci sono eroi e nemmeno buoni assoluti in questa vicenda. Ci sono uomini e ci sono donne con tanti difetti e con qualche spiraglio di lucidità societaria che permette di arrivare alla soluzione. Grandi macchinatori, burattinai. Poi vittime e burattini manovrati dall’alto. E ancora lupi solitari senza scrupoli. Tutti insieme in un romanzo davvero colare.

Sullo sfondo una Torino cruda, crudele, un quartiere Mirafiori che è assoluto protagonista, per la sua situazione attuale, per il suo passato industriale e per un futuro sognato, idealizzato ma anche annunciato con solide fondamente di marciume.

Un racconto tutto da godere seguendo il ritmo dei veloci capitoli, dei flash incalzanti che l’autore ci regala in un crescendo di marcio globale, che si insinua sempre più a fondo nella società.

L’intervista con Michele Macagnino.

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