Affresco familiare di Marco G. Dibenedetto

Torna Marco G. Dibenedetto e torna l’ispettore Rubatto, protagonista di un noir ovviamente torinese che riesce a tenere col fiato sospeso fino all’ultima riga. Affresco familiare, Golem Edizioni, fonde nero, giallo e intrigo politico.


Siamo a Torino e manca una settimana all’elezione del nuovo sindaco quando viene misteriosamente trovata morta in casa una delle due figlie di uno dei due candidati, quello favorito, Marco Lovisolo. Caso vuole inoltre che Lovisolo sia un vecchio amico dell’ispettore Rubatto, un amico con cui però i contatti si sono decisamente raffreddati.

Così Rubatto si trova ad indagare sull’omicidio e a rinvangare un capitolo del suo passato che sperava chiuso e che invece torna a tormentarlo. Al suo fianco i fidi Aceto e Stafano. Ne verrà fuori un’inchiesta difficile, in cui gli indizi sono scarsini e le piste battute non sembrano portare a soluzione. Ma poi…

Il romanzo di Dibenedetto è fresco, veloce, ritmato. Al centro la figura di Rubatto, con le sue difficoltà, il suo burbero rapportarsi al mondo e l’immancabile caraffa di vino bianco della casa ad accompagnare un buon pasto (ma anche da sola, eh!).

Curioso poi il rapporto con i suoi aiutanti, che l’autore tratta (ed è cosa rara nella storia del giallo) come investigatori alla pari, capaci di intuizioni, prese di iniziativa, azioni importanti… per poi scoprire che comunque l’ispettore è arrivato prima di loro.

Ci sono poi i protagonisti politici, trattati con evidente disprezzo, quale che sia la loro posizione. Ne viene fuori l’idea che aleggia ormai da tempo in Italia che “in politica sono tutti uguali”. Dibenedetto è abile a restituircela per mezzo dei suoi personaggi.

E naturalmente c’è poi l’intrigo. Ben costruito, con le indagini impantanate, con piste ipotizzate che portano a scoprire segreti e vicende nascoste (o passate) che non c’entrano direttamente con l’omicidio ma creano un panorama molto interessante.

E sullo sfondo Torino, questa volta davvero a fare da palcoscenico. Cosa volete di più?

L’intervista con Marco G. Dibenedetto.

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