Delitto nel canavese di Graziella Costanzo

Con Delitto nel canavese, Neos Edizioni, Graziella Costanzo ci regala un giallo classico, limpido, pulito, un giallo evidentemente “alla Agatha Christie”, ambientazione (seppur piemontese) compresa. Tuttavia questo non è solo un giallo. E’ anche una carrellata di personaggi femminili davvero notevoli. Ognuno con le sue caratteristiche, ognuo diverso, ognuno ben caratterizzato e memorabile per qualche verso.


Siamo a Rossignè, paesino (inesistente ma plausibile) del canavese, la zona sopra Torino. Un paesino tranquillo, dove tutti si conoscono, ognuno ha un suo ruolo e su ognuno si sprecano le dicerie dei compaesani. Eccola qui l’ambientazione “alla Agatha Christie”.

Sara, torinese zitellona di mezza età, ci si trova per caso proprio il giorno in cui viene uccisa la giovane contessa Maria Teresa Gastaldi e non può fare a meno, novella Miss Marple (aridaje) di mettersi ad indagare. Finisce così, affiancando (ma a dovuta distanza) il commissario Vinciguerra, per scoprire i segreti nascosti del paesino. Le invidie, le relazioni segrete, le persone fuggite, quelle che tornano, gli intrecci che girano intorno alla figura tormentata della contessa e della sua famiglia.

Il risultato, come detto, è un giallo classico, in cui si scopre pian piano ogni singolo dettaglio, fino a quando le tessere del mosaico vanno al loro posto. Molto pensiero, poca azione (ma parecchio movimento). Si rimugina, si cerca, si interroga, si parla, si rivelano segreti, si fanno collegamenti e scoperte.

Sui personaggi che popolano questo piccolo mondo (a tratti anche) antico potremmo parlare per ore. Su ciascuno di loro. La contessa (forse) ninfomane, le vecchie sorelle (una acida, l’altra amabile), la zia invidiosa, quell’altra monaca. Poi naturalmente la nostra protagonista. Un po’ lunatica, di compagnia (ma solo se ne ha voglia), certamente egoista ma in fondo anche disponibile. Capace senza dubbio di ragionamenti limpidi.

E poi gli uomini, pochi quelli con tratti positivi. Tra loro un commissario che sembra uscito dai film di Dario Argento degli anni ’70. Ma anche il simpatico professore, scrittore impegnato. Gli indiziati invece sono uno peggio dell’altro. Non si salva nessuno.

Sullo sfondo di questo crogiuolo di personaggi il canavese, con i suoi spazi, le sue case, i suoi castelli. La sensazione di essere in un luogo in cui non può capitare nulla, e invece…

L’intervista con Graziella Costanzo.

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