I ragazzi di Ponte Carrega di Maria Teresa Valle

Torna Maria Viani, di nuovo protagonista di un romanzo di Maria Teresa Valle. Questa volta l’autrice, con I ragazzi di Ponte Carrega, Fratelli Frilli Editori, ci riporta a Genova, in una Genova del 1990, con riferimenti forti al suo passato.


C’è qualcosa di particolare nella creazione delle avventure di Maria Viani. Se nel precedente Maria Viani e le ombre del ’68, la protagonista era giovane e immersa totalmente nel periodo della contestazione, questa volta la ritroviamo adulta, con due figli e un marito, calata in un’avventura ambientata vent’anni dopo, pur con tanti riferimenti ad un periodo storico precedente e quelli inevitabili (e attesi) all’avventura che l’ha preceduta.

Dunque siamo a Genova, Maria Viani è una biologa affermata e spesso si occupa di analisi per autorizzare trapianti. Nel suo lavoro scopre però una curiosa (e preoccupante) incongruenza. Cinque casi di suicidio cui è seguito espianto degl organi in pochi mesi. Numeri molto diversi rispetto a quelli di altre città, anche più grandi.

Da qui parte la curiosità della nostra eroina, che finirà per imbattersi in una storia legata al passato, a due gruppi di ragazzi che vivevano nella zona di Ponte Carrega e che (prima per gioco, poi per ideologia) si scontravano tra rossi e neri.

Intanto c’è il quotidiano di Maria, il rapporto con i colleghi, quello sempre più difficile con i figli che crescono e quello con il marito (lontano per lavoro). E anche il rapporto con una vecchia fiamma, che riappare dal nulla come commissario di zona e al quale Maria chiederà aiuto.

Tralasciando lo stile e l’eleganza di scrittura di Maria Teresa Valle, la sua costruzione assolutamente funzionale dell’intreccio… vorrei soffermarmi sul curioso (diciamo, quantomeno inusuale) progresso temporale dei libri di Maria Viani. Abbiamo visto che il primo è centrao sul ’68, questo è ambientato nel 1990. Siamo quindi di fronte ad una serialità in divenire, che non lascia spazio “infinite puntate”. L’autrice avvicina pian piano la sua protagonista ai giorni nostri, il che mi fa pensare che abbia in mente un progetto già ben definito di nuovi romanzi. Il che naturalmente non esclude, una volta arrivati ai giorni nostri (o prima) di sciorinare una serie di nuove avventure con riferimenti storici precedenti.

Insomma, pensatela come vi pare, o magari godetevi semplicemente la vicenda, che è un bel giallo e una bella avventura… ma a me questa faccenda della progressione temporale affascina parecchio.

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