Maestre d’Italia di Bruna Bertolo

Quanti di voi hanno avuto una maestra nel loro percorso scolastico? Quanti un maestro? Oh, io ho avuto principalmente un maestro ma i numeri dicono che il ruolo di insegnante elementare nella storia dell’Italia unita è stato di gran lunga appannaggio soprattutto delle  donne. Perchè? Come è accaduto?

E’ una delle risposte che Bruna Bertolo riesce a fornirci chiaramente nelle prime pagine del suo Maestre d’Italia, Neos Edizioni, prima di partire in un lungo e spesso appassionante racconto sulle protagoniste di questa avventura.


Si parte dall’unità d’Italia (anche un pochino prima), dalla nascita della scuola pubblica, dall’indicazione, demandata ai comuni, di organizzare le scuole e le classi. Ritratto dopo ritratto si viaggia poi fino al dopoguerra, raccontando la storia del Paese attraverso le piccole e grandi storie delle sue maestre.

Incontriamo così personaggi come Italia Donati, Eugenia Barruero (la maestrina dalla penna rossa del libro Cuore), Linda Malnati, Emilia Mariani. Ma naturalmente anche Ada Negri e Matilde Serao. E ancora Adelaide Coari, Abigaille Zanetti, fino a Rosa Maltoni Mussolini, la mamma del Duce.

Tante storie di donne, spesso di donne giovanissime, tutte con in comune la voglia di scoprire, di conoscere e di far crescere i giovani alunni. Spesso con la voglia innata (ma fomentata dagli studi) di giustizia.

L’autrice ci racconta queste storie seguendo un ordine cronologico che trova il suo senso nei capitoli tematici. Si comincia quindi con la nascita della scuola italiana, per poi dedicare un capitolo a testa a Italia Donati e alla maestrina dalla penna rossa.

Quindi ci tuffiamo nella storia delle dieci maestre di Senigallia che furono le prime donne ad avere diritto di voto (per un po’, almeno… mai esercitato). E ancora le maestre socialiste e quelle cattoliche, perchè vediamo nel libro come la politica abbia sempre fatto parte in maniera forte della scuola e (forse ancora più) delle singole donne-maestre.

E ancora un tuffo tra le maestre poi diventate scrittrici prima di tuffarsi negli anni del fascismo, della guerra, della resistenza, quando le storie si infittiscono, si moltiplicano, dievntano storie di lotta, di resistenza, di difesa di una società libera.

Sono tutte (o quasi), le storie che incontriamo, storie di donne che si ribellano. Prima perchè il ruolo di maestra è visto come un ruolo secondario, negativo (una giovane donna che vive sola in una città che non è quella sua di nascita non può essere che una poco di buono). Poi perchè la lotta personale diventa lotta collettiva di donne, di emancipazione. Infine perchè si trasforma in lotta di libertà politica e sociale.

Insomma tante tante storie, tante tante figure femminili diverse tra loro ma accomunate da passioni spesso comuni, che Bruna Bertolo riesce a restituirci con una passione inesauribile.

L’intervista con Bruna Bertolo.

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