Morte ad Asti, di Fabrizio Borgio

Torna l’investigatore privato Giorgio Martinengo e questa volta dovrà vedersela col suo passato. Morte ad Asti, Fratelli Frilli Editori, è il terzo libro dedicato alle avventure dell’investigatore astigiano nato dalla penna di Fabrizio Borgio.


Martinengo è stato contattato da una banca per indagare su una loro dipendente, quella Vittoria Squassino che lui consoce bene, essendo stata sua fidanzata in gioventù. Basterebbe questo per rendere l’indagine del tutto particolare, invece capita che nel bel mezzo delle ricerche Vittoria viene uccisa, ed è proprio Martinengo a trovare il corpo.

A quel punto è inevitabile che le cose cambino e che Giorgio voglia capire cosa è successo, cosa si nasconde dietro la sua chiamata, che segreti ha la banca in questione. Ma per farlo dovrà rivoltare come un calzino le vite di persone che conosce, vecchi amici, vecchi rivali, e soprattutto la sua e quella di Vittoria. Ne verrà fuori un sottobosco astigiano scuro, cupo, fatto di luci fasulle che servono a nascondere il marcio.

La vicenda, che funziona perfettamente dal punto di vista narrativo, è raccontata con la prosa sempre elegante di Borgio e ci mostra un protagonista costretto, suo malgrado, ad aprirsi, a rivelarsi, a non poter nascondere sentimenti, segreti e sensazioni.

Borgio ci porta avanti e indietro nel tempo rivelandoci pezzo dopo pezzo come evolve l’indagine e cosa era effettivamente accaduto 20 anni prima. Come era nato quell’amore, in che ambito, chi e che cosa girava intorno a quei ragazzi di una Asti bene con molto da nascondere. Chi e che cosa gira intorno alla vicenda su cui Martinengo indaga adesso.

Ne viene fuori un thriller dai toni noir spinti, con personaggi affascinanti e difficili da apprezzare per i loro comportamenti e per la loro mancanza di regole. Fino ad un finale che è un crescendo da thriller vero, una corsa verso la  soluzione in cui i protagonisti rischiano di cadere ad ogni passo. E qualcuno finirà incastrato…

L’intervista con Fabrizio Borgio.

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