Tredici giorni a Natale, di Rocco Ballacchino

Tornano con una nuova avventura il commissario Sergio Crema ed il critico cinematografico Mario Bernardini. Rocco Ballacchino ributta nella mischia i suoi eroi con Tredici giorni a Natale (Torino 1990 – 2016), Fratelli Frilli Editori e li fionda in una Torino coperta di neve.


Siamo nel 2016 e il commissario Crema sta indagando sull’omicidio di uno spacciatore africano. Viene però chiamato al letto di morte di una donna che non conosce e gli si spalanca di fronte un baratro che risale a 26 anni prima. Una studentessa era stata rovata senza vita in un ascensore di Palazzo Nuovo, sede dell’Università di Torino e il processo si era chiuso con la condanna per il “colpevole perfetto”, l’ambiguo custode del palazzo.

Questi però si è sempre dichiarato innocente ed anche la mamma della ragazza ritiene che le indagini dell’epoca siano state un po’ troppo affrettate. C’è un colpevole ancora in giro?

Sotto una nevicata che a Torino non si vedeva da tempo Crema si tuffa con tutte le scarpe nella nuova indagine. Da solo. Solo perchè la sua squadra non ne vuole sapere di riesumare un caso chiuso da un paio di decenni e neppure la sua “pm del cuore” ha intenzione, senza nuovi indizi importanti, di riaprire il caso.

E Bernardini? Il critico ha trovato una nuova stabilità affettiva ma finirà per essere coinvolto da Crema in un caso nel quale era in realtà coinvolto fin dall’inizio.

Ballacchino ha ormai perfettamente in pugno le vite e le storie dei suoi eroi. Li gestisce con abilità e li guida tra le strade di Torino trascinandosi dietro il lettore impossibilitato a sganciarsi da quello che sta leggendo a causa della più ovvia delle motivazioni: sapere come va a finire la vicenda. Chi ha davvero ucciso quella ragazza 26 anni prima, mentre Torino era impegnata a godersi le notti magiche del mondiale italiano?

La vicenda si snoda lineare grazie all’abilità del commissario Crema, capace di analizzare gli eventi e tirar fuori conigli dal cilindro. E nturalmente nel frattempo deve vedersela con la gelosia della moglie, resistere alla conturbante presenza della dottoressa Buonamico e cercare di sembrare partecipe del Natale imminente, tra regali, menù e cene da organizzare.

Insomma ancora una volta Ballacchino è abile a creare una struttura narrativa perfettamente funzionante, un noir che tiene col fiato sospeso il lettore grazie ad una prosa semplice e coinvolgente, lo spinge a schierarsi, a fare ipotesi, a cercar di capire… ma poi lo rivolta come vuole e decide lui (il noir, o l’autore se preferite) quando fargli capire cosa è davvero successo.

L’intervista con Rocco Ballacchino.

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