La bella vita di Elida l’albanese, di Giorgina Altieri

Un racconto tosto, tosto davvero. La bella vita di Elida l’albanese, Neos Edizioni, è la storia vera di Elida, ragazza albanese che nella vita ha sempre dovuto pagare, dall’infanzia nella povertà totale della sua famiglia, all’all’adolescenza passata a prostituirsi sulle strade di Grecia, Austria e Italia.


A raccontarcela, facendola narrare in prima persona alla protagonista, è Giorgina Altieri, insegnante di scuola elementare, impegnata nel volontariato sociale e culturale. Altieri ha raccolto la storia di Elida, restituendocela come un vero e proprio pugno nello stomaco del lettore.

La vita di Elida comincia malissimo, figlia mai veramente amata di una donna che di figli da accudire ne aveva già un discreto numero, cerca di barcamenarsi senza poter mai scoprire quale dovrebbe essere la vita di una bambina. L’obiettivo di giornata è procurarsi il cibo. A 13 anni Elida è adulta, viene data in sposa evidentemente in cambio di soldi ma non riesce ad accettare quella sorte. Rifiuta il marito disonorando la famiglia e sencendo il crollo del suo futuro.

Venduta più volte, finisce inevitabilmente e drammaticamente per fidarsi costantemente di uomini sbagliato, che la portano in giro in Grecia, Austria e Italia, promettendole un futuro e costringendola invece, quasi sempre a suon di calci e pugni, a prosituirsi e a consegnare l’incasso giornaliero. La sua vita da schiava è costellata di aborti e l’unico spiraglio di luce è suor Luciana, guida di una struttua di accoglienza che trova in Italia e che per tutta la sua vita sarà l’unico porto di luce e speranza.

Il racconto cui il lettore si trova di fronte è devastante, durissimo, incredibile. Non sapessimo che si tratta di una storia vera verrebbe da pensare che sia l’insieme più storie, le sorti disastrate di un numero molteplice di donne cui è toccata una sorte derelitta. E invece è tutto accaduto alla sola Elida. E come è accaduto a lei è accaduto a centinaia di altre donne provenienti dall’est europeo e dal nord Africa, che arrivano in Italia (e in Europa) convinte di trovare un minimo di futuro e invece trovano una sorte già segnata e che irrimediabilmente renderà difficile il loro domani.

Prima del racconto troviamo un’introduzione di Monica Cerutti, assessore alle pari opportunità della Regione Piemonte. Vi consiglio di leggerlo con attenzione perchè Monica vive da anni a contatto con i più deboli (soprattutto con le più deboli) e sa esattamente di cosa sta parlando.

L’intervista con Giorgina Altieri.

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