Una finestra sul noir, l’antologia che rende immortale Marco Frilli

Dunque mettetevi comodi perchè siamo di fronte ad un’antologia che è un caso davvero curioso e particolare nel mondo della letteratura italiana. Si chiama Una finestra sul noir, Fratelli Frilli Editore, a cura di Armando d’Amaro, e raccoglie 40 racconti di 46 autori Frilli.


Cosa c’è di strano, direte voi? Già il concetto di “Autori Frilli” è a mio avviso particolare e può ricondursi solo a poche case editrici i cui autori si riconoscono perfettamente nel progetto al punto da rispondere all’appello del loro editore (o anche ex editore). Certo in questo caso bisogna dire che rispondere all’appello era sostanzialmente inevitabile per autori che in molti (moltissimi) casi sono nati proprio grazie alla Frilli Editori, o meglio – e arriviamo al dunque – grazie a Marco Frilli.

Arriviamo al dunque perchè l’antologia è dedicata proprio a Marco Frilli, fondatore della casa editrice, grande conoscitore della letteratura italiana, con una capacità pare notevole di capire in breve tempo se un romanzo può funzionare.

Più volte vi ho detto come apprezzi in maniera totale l’idea di base dei Frilli di localizzare i propri noir, di dare vita a personaggi radicati sul territorio e creare gialli che non potrebbero svolgersi in posti diversi rispetto a dove sono stati pensati. Ecco, questa idea è stata un’idea di Marco Frilli.

Marco è scomparso lo scorso anno ed ha lasciato in mano ai figli un gioiellino vestito di giallo/arancione con una personalità molto forte e precisa. Una finestra sul noir è il ringraziamento che la casa editrice e gli autori Frilli hanno voluto esprimere a quello che è a tutti gli effetti il loro papà.

Ma le particolarità dell’antologia non finiscono qui. Anzi, forse è proprio qui che cominciano. Si, perchè i 40 racconti dei 46 autori Frilli (in realtà sono 39 perchè l’ultimo è il racconto vincitore del “Premio letterario Marco Frilli” e fa storia a parte), hanno tutti tra i personaggi proprio Marco Frilli.

Ecco quindi che i personaggi classici dei romanzi Frilli, commissari, magistrati, investigatori, in questi brevi racconti vivono un mondo parallelo in cui finiscono in qualche modo per incontrare l’editore che è stato il loro padrino di battesimo. Naturalmente ci troviamo di fronte ad una schiera sorprendente di situazioni diverse. Nella maggior parte dei casi Marco Frilli si trova a fare da consulente involontario ai suoi stessi personaggi, in altri casi li va direttamente a trovare per conoscerli. Spesso nelle storie compaiono o vengono evocati gli stessi autori (e allora l’intrigo si fa ulteriormente affascinante). Ma c’è anche chi lo fa indagare direttamente su un delitto, chi lo incontra per una chiacchierata in cui non ci sono delitti (e sono i racconti forse più toccanti), e perfino chi lo infila tra gli indagati mandandolo quasi in gattabuia. Realtà e fantasia, storia e leggenda si fondono come è giusto che capiti in un romanzo.

Insomma, dal punto di vista del lettore c’è da divertirsi a scoprire le varie possibilità che la letteratura offre di inventare storie. Dal punto di vista di chi ha conosciuto Marco c’è invece da spremere più di qualche lacrima. Per chi (come me) non lo ha mai conosciuto, è invece un sorprendente modo di scoprirlo, di conoscere la sua storia (i racconti sono ambientati in periodi storici molto vari e riportano praticamente tutta la sua carriera, da venditore Mondadori e creatore della nuova avventura genovese), di conoscere il suo carattere, i suoi modi di fare, le sue tecniche, la sua personalità, la sua forza e la sua ironia. Alla fine sembra quasi di conoscerlo. Ma, sia ben chiaro, anche questa è solo una finzione letteraria perchè Marco Frilli appartiene alla sua famiglia, ai suoi amici, agli scrittori ai quali ha dato la possibilità di emergere e solo un briciolino a noi lettori appassionati, che non possiamo fare altro che essergli grati per le emozioni che ci ha regalato e che (non ho dubbi) la sua creatura giallaFrilli continuerà a regalarci ora che a guidarla c’è chi il mestiere lo ha imparato, e bene, proprio da Marco.

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