Solo sulle tue gambe, di Elisa Biffi

E’ un prodotto anche fisicamente curioso Solo sulle tue gambe, il nuovo romanzo di Elisa Biffi. Lo è fin dalla prima apertura, quando il lettore si trova in mano un libro scritto su due versi. Provo a spiegarmi (ma è più immediato se guardate il video a fine post): si comincia leggendo le pagine di destra e solo le pagine di destra, poi si arriva alla fine, si gira il libro e si continua, nuovamente leggendo solo le pagine di destra.


L’idea ammetterete che è curiosa, ma non è campata in aria. L’autrice ha voluto richiamare alla mente ed alla percezione del lettore le audiocassette a nastro. Al punto che la numerazione delle pagine è divisa in Lato A e Lato B e i capitoli del libro indicano invece la tracce. Come nelle storiche audiocassette (ma si, che ve le ricordate) si ascolta un lato, poi si gira la cassetta e si prosegue. Per incasinare ulteriormente il povero lettore Elisa Biffi decide inoltre di farci cominciare dal Lato B e poi proseguire sul Lato A. Il giochino (ma anche la sequenza) ha però un senso legato alla vicenda narrata… e veniamo allora alla trama.

Protagonista del libro è Azzurra, una ragazza che per aiutare (o per capire) un’altra ragazza con cui è venuta in contatto, ha deciso di registrare momenti di vita, piccoli sprazi di conversazioni. Nel riascolatre questi piccoli scorci di conversazioni nascono quindi una seri di storie, di vicende personali, di incontri. Alla fine del lato B Azzurra si sente pronta ad affrontare la propria storia personale, quindi gira il nastro e ripercorre la sua vita (dopo averne conosciute tante). Così le storie diventano ancora più personali, diventano la sua e quelle della sua famiglia, diventano momenti intimi, impressioni, sensazioni, speranze, momenti perduti e finalmente ritrovati.

Due sono principalmente le linee guida dell’intero romanzo.

La prima sono gli incontri tra persone. Ogni racconto, ogni capitolo, ogni traccia, unisce due persone. Amanti, compagni di giochi, genitori e figli, fratelli e sorelle, nonni e nipoti. Rapporti non sempre facili, rapporti spesso non evoluti, o rapporti che si sarebbero voluti molto più approfonditi e invece “non sono stati”. Rapporti mancati.
Ma la partecipazione del rapporto cresce man mano che la storia si compie, che il libro cresce, che la protagonista trova le risposte.

La seconda linea guida è data naturalmente dalle gambe. Gambe di donne, gambe scattanti, gambe che accolgono bambini seduti, gambe diverse, gambe che non funzionano più. Ma attenzione, perchè Elisa Biffi gioca su questo tratto senza esplicitarlo (se non in un significato ma estrapolabile finale), lo infila naturalmente nello svolgersi della vicenda, è il lettore a doverlo scorgere. Ed è un punto fondamentale da scorgere, perchè quel sottotitolo “Siamo tutti diversamente abili” racconta in una riga uno degli aspetti fndamentali su cui l’autrice ci porta a riflettere: ” Hanno inabilità le persone che non sono capaci di comprendere l’unicità di ognuno, di vedere oltre lo stereotipo, di credere che supporti, un paio di rotelle, o qualunque aiuto sia indice di una mancanza”.

Permettetemi una riflessione finale sull’autrice. Si perchè Elisa Biffi è giovanissima (è nata nel 1995) eppur scrive come una veterana, con un’eleganza e un’attenzione che è di pochi. A volte si lascia andare a rifelssioni che potrebbero apparire scontate ma lei non ha paura di esprimerle. Scrive bene, non ha fretta, si preende il tempo necessario a dire ciò che vuole dire o lo fa con uno stile che è tutto suo, senza preoccuparsi della linearità della storia che sta raccontando. E questa, credetemi, è una forza mica da poco.

Ci sarebbe ancora parecchio da dire su Solo sulle tue gambe, ma preferisco farvi conoscere la sua autrice con questa intervista registrata allo stand di SEU – Scrittori Emergenti Uniti al Salone Internazionale del Libro di Torino 2018, appena la scorsa settimana.

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