Il passato imperfetto, di Simona Leone

Torna Simone Leone e naturalmente torna la sua Lisa Sparodova, giornalista freelance impegnata a sbarcare il lunario e a risolvere casi intriganti e intricati. Ne Il passato imperfetto, Fratelli Frilli Editori, le cosè però si fanno toste e Lisa viene coinvolta direttamente in un caso terribile.


La nostra protagonista viene tirata in ballo da una donna chiusa in carcere con l’accusa di aver ucciso anni prima il figlioletto di due anni. Vuole parlare con lei per riferirle che ha sognato che un bambino verrà ucciso e che lei non è in realtà responsabile della morte di suo figlio. Certo questo non basterebbe a smuovere la polizia, non fosse che un bambino viene effettivamente trovato senza vita tra i bidoni dell’immondizia del piccolo paese del canavese dove è ambientata la vicenda.

Da questo incipit, già di suo inquietante, parte una vicenda che è una vera e propria discesa agli inferi. Scopriremo un’organizzazione dedita al traffico di minori, vittime di abusi sessuali e non solo. Il passato ritorna e si mischia al presente, e non è chiaro se l’orrore più grande è già stato vissuto o deve ancora arrivare.

Lisa viaggerà tra Torino, Parigi e il canavese coinvolta in prima persona alla ricerca di una verità che la riguarda molto da vicino, lei e la sua scalcinata famiglia. Che ruolo ha sua madre? Corre dei pericoli sua figlia?

Simona Leone si lascia andare ad una prosa dura, cruda. Il romanzo è un noir davvero tosto, per i temi trattati e per lo sviluppo della trama. Non siamo dalle parti del giallo, siamo proprio nel noir più cupo, scuro, malato. Una vicenda drammatica e dramamticamente attuale, dalla quale la protagonista faticherà a venir fuori e porterà indelebili sulla pelle i segni di questa avventura.

Il libro si legge con ansia crescente, la struttura è già pronta per una trasposizione cinematografica in un thriller tosto e violento, perchè è un crescendo di orrori e di ritmo, fino ad un finale che non riesce ad essere liberatorio ma prepara la strada a nuovi orrori.

L’intervista con Simona Leone.

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