L’occasione di una vita, di Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro ha strutturato una sorprendente saga di coppia che si sviluppa su dieci libri intorno alla storia di Patrick e Futura. L’occasione di una vita è il secondo volume della serie ed è assolutamente (come immagino anche gli altri) concluso in se stesso. Allo stesso tempo però è uno spicchio di vita, una frazione di storia.


La nostra coppia, partita da Torino, vive a Londra, è presa dai rispettivi lavori ed una gravidanza inattesa arriva a sconvolgere il quotidiano scorrere delle vicende umane. Lui non prende benissimo la notizia, poi però cambia idea ma non fa in tempo a comunicarlo alla compagna perchè un aborto spontaneo arriva a rimescolare nuovamente le carte. Dovranno ricostruire il rapporto, rimette in dubbio l’intera loro relazione.

Intanto a Torino seguiamo la storia di Massimo, che ha lasciato il seminario per sposare Ljuda, e appunto della di lui consorte, che ha solo 23 anni e già due figli. Si sente schiacciata dalla sua condizione, dai lavori saltuari e da un marito che sembra affidarsi totalmente alla Provvidenza. Così coglie l’occasione al volo e decide di partecipare al più grande Reality Show televisivo italiano. Massimo non la prenderà per nulla bene.

E Massimo deve anche gestire l’arrivo nella comunità di accoglienza per ragazze maltrattate che gestisce di una nuova volontaria, Manuela, che ha intenzioni bellicose sulla gestione del centro ed è pronta a rivoluzionare le abitudini.

Insomma tre storie di donne, due storie di coppia, con inevitabili intrusioni di altri personaggi e di vicende specifiche che mettono a rischio il fluire quotidiano dei rapporti, li spezzano, li ricompongono. Vite più o meno normali, quindi, in una vicenda che si sviluppa tra Torino, Londra e l’Irlanda. Tre storie che peraltro finiranno per incrooociarsi in maniera inattesa.

L’autrice è abile a raccontare una vicenda che in fondo non ha nulla di straordinario con passione e con una prosa semplice e avvincente. Riesce a tenere il lettore incollato, i capitoli si susseguono velocemente, saltando da Londra a Torino, ed è inevitabile immedesimarsi con uno o l’altro dei protagonisti.

Non si tratta però solo di storie personali. O meglio, si tratta di storie personali, che servono all’autrice per affrontare temi sociali importanti. Oltre alla perdita del bambino da parte dei protagonisti, abbiamo una cinica e durissima narrazione di come funziona un reality show, situazione in cui la povera Ljuda, la cui cultura è limitata, si trova ad essere carne da macello nelle mani degli autori spregiudicati del programma. E abbiamo anche naturalmente la vicenda che si svolge nella casa di accoglienza per ragazze recuperate dalla strada, vittime di violenza, schiave del sesso. Una vicenda che non mette solo in luce le situazioni delle ragazze ma anche (forse soprattutto) le difficoltà di gestione di una comunità del genere.

Qui potete vedere la mia intervista con Elena Genero Santoro al Salone del Libro di Torino

 

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An Awesem design by Orman