Ispettore Fiorini – Testimone abusivo, di Attilio Marangione

E’ un buon giallo la prima avventura dell’ispettore Fiorini a firma di Attilio Marangione. Un buon giallo che fin dal titolo punta l’attenzione sul personaggio centrale, lasciando intuire che possa diventare un nuovo filone: Ispettore Fiorini – Testimone abusivo, Book Sprint Edizioni.


Il nostro eroe è un poliziotto serio, attento, solitario (ma le cose cambieranno), ha però un grande amico, l’imprenditore Stefano Brandi, del quale conosce bene anche la moglie e i due figli ormai adulti. Brandi è in grosse difficoltà economiche, la banca chiede il rientro di un prestito e sembrano non esserci vie d’uscita. Così quando Brandi viene trovato morto nel suo ufficio è facile pensare ad un suicidio.

Gianluca Fiorini e i figli di Brandi però conoscono l’uomo e decidono di approfondire le indagini. Verrà alla luce un importante giro di prestiti forzati, di malaffare, di violenze. Un odore di marcio che viaggia sotto l’aspetto splendente della grande metropoli. E quel suicidio allora forse nasconde ben altro.

Marangione è bravo a costruire la vicenda, a prendere il tempo necessario per portarci da un angolo all’altro dellaa storia. Sviluppa bene i personaggi, anche quelli secondari (abbiamo per esempio il necessario racconto delle vite dei figli di Brandi, con almeno un altro filone narrativo importante).

Meno bravo invece per quanto riguarda la prosa (che subisce il passato da Comandante di Polizia Locale dell’autore) e soprattutto i dialoghi, che denunciano pesantemente di essere frutto di un autore al primo romanzo (o quanto meno la mancanza di un editor all’altezza).

Il romanzo è comunque gradevole, ben strutturato, a tratti avvincente. E alla vicenda principale si associano temi importanti a vari livelli. Dallo strozzinaggio, alla violenza sulle donne. Finisce che il lettore si appassiona alla vicenda, vuole sapere come si conclude (che altro chiedere ad un giallo?), empatizza con i personaggi. Insomma l’insieme funziona… tranne quelle risate ricorrenti nei dialoghi scritti: quelle sono proprio insopportabili.

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