Vorrei camminare come fanno i bambini, di Giovanna Avignoni

Gloria  è una giovane mamma che si trova ad affrontare i primi mesi di convivenza con la sua piccola completamente da sola. Questo il punto di partenza di Vorrei camminare come fanno i bambini, dolce e allo stesso tempo dura riflessione di Giovanna Avignoni.


In realtà Gloria non si trova ad affrontare solo l’ingombrante presenza della figlia (che anzi le sarà di grande aiuto), si trova soprattutto ad affrontare un mostro che la affligge da anni. Incontrollabili attacchi di panico che la bloccano totalmente e non le permettono di reagire. La ragazza è riuscita finalmente ad affrontare e tamponare il problema grazie alla presenza del marito Davide, che però ha adesso accettato un lavoro all’estero e la sua assenza, sommata alla presenza della neonata, si fa sentire eccome!

Così Gloria, che deve anche vedersela con madre e suocera (con nessuna delle due ha un rapporto felice), è costretta a lottare da sola con un mostro forse invincibile, che ora non minaccia solo lei ma anche (di riflesso) la piccola. Cosa succederebbe se un attacco di panico la cogliesse mentre è sola con la bambina?

L’autrice ci accompagna nel difficile viaggio della sua protagonista, che pian piano, lavorando molto su se stessa, scoprirà da dove derivano le sue paure, perchè si blocca, perchè ha il terrore di una certa scala. Il passato nasconde una terribile risposta e Giovanna Avignoni è abile a guidarci nel viaggio di scoperta interiore. Gloria ricorda episodi del suo passato che aveva cancellato, ricostruisce il rapporto col padre, quello (difficilissimo) con la madre, reinterpreta comportamenti e situazioni dando loro nuovi significati.

Un vero e proprio viaggio all’interno di se quasi senza muoversi di casa (perchè la giovane donna ha anche paura ad uscire di casa). Una riflessione importante sulle fobie, sulle cause, sulla mente umana e sulle sue reazioni. Il tutto con una prosa sciolta e godibile, capace di restituirci il terrore provato dalla protagonista, la sua incapacità di reagire, il suo essere in totale balia del mostro, perchè è così che il mostro agisce, ti abbranca, ti stringe, ti soffoca, non ti lascia spazio per ragionare e per respirare.

Nota a margine: la bella immagine di copertina è un quadro realizzato dalla stessa Giovanna Avignoni che risponde al titolo di “Ritratto di giovane donna”.

Qui di seguito potete anche godervi la mia intervista con Giovanna Avignoni fatta al Salone del Libro di Torino 2018

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